Isola del Liri, Tomaselli rilancia la mobilitazione contro la riforma del catasto: “Ci espropriano delle case”

“No alla riforma del catasto, basta tasse sulla casa. Bisogna piuttosto abolire i privilegi della casta”: parte da Isola del Liri e in particolare dall’ex consigliere comunale Mauro Tomaselli, una campagna contro l’atteso intervento del governo che prevede l’aggiornamento dei valori degli immobili per allinearli ai prezzi di mercato, l’introduzione del “valore patrimoniale” e l’obbligo di aggiornare le rendite per chi ha usufruito dei bonus edilizi, con controlli potenziati dell’Agenzia delle Entrate per contrastare l’elusione fiscale e l’abusivismo.

Tomaselli, in realtà, rilancia una sua iniziativa che è partita nel 2021 e che punta a sottolineare come “con la tassazione attuale esiste già una patrimoniale mascherata. Bisogna fermare la riforma del catasto o sarà la fine”. Ma adesso, anche l’ultima raccomandazione della commissione europea a Palazzo Chigi del 3 giugno ha riaperto la questione in termini di urgenza.

“Quale delle riforme fatte hanno portato portato benefici ai cittadini? – Si chiede polemicamente Tomaselli – Nessuna. Da anni denuncio la follia di quello che prima era solo un proposito ma che purtroppo oggi sta diventando realtà, vale a dire la riforma del catasto con cui si punta ad adeguare i valori catastali degli immobili alle quotazioni di mercato. Secondo una graduatoria stilata dal Sole 24 ore, tale riforma comporterebbe un incremento del 116% in più del valore degli immobili siti a Frosinone. Pura follia! Mi domando, ma tutto questo è lecito? In un paese in cui, negli ultimi tempi l’edilizia ha perso 80.000 imprese, 900.000 lavoratori e 58 miliardi di fatturato, questi Signori cosa fanno? Gli imprenditori disfano i loro capannoni perché non ce la fanno più a pagare le tasse e noi cosa dovremmo fare, demolire le nostre abitazioni?”

Valori su del 116% a Frosinone. Ma il caso isolano è emblematico

“Il catasto – ricorda l’ex consigliere comunale isolano – è un ufficio che deve rimanere fuori dal controllo politico e privo di qualsiasi ingerenza. E’ un ufficio organizzato secondo le normative perfezionatesi nel corso degli anni. E’ un ufficio tecnico e non deve essere gestito da un ufficio amministrativo: è stata questa la rovina e lo sfascio dei servizi dello Stato. All’ufficio tecnico è subentrato l’organo fiscale, l’Agenzia delle Entrate. La riforma del catasto è una follia politico – tecnico – amministrativa e fiscale, tende a portare i valori fiscali catastali ai valori reali dell’immobile, per cui sia la tassazione degli enti locali e sia i trasferimenti di proprietà (donazione, vendite già alti) porteranno nell’arco di un decennio ‘all’erosione totale del capitale’. Altro che patrimoniale è già esistente la patrimoniale”.

Ma non parliamo di un semplice e doveroso aggiornamento dei valori fermi al 1939? “Tutto falso – assicura Tomaselli – in quanto gli indici sono stati costantemente adeguati attraverso coefficienti. Infatti il calcolo dell’Imu è pari a 168 volte rispetto alle rendite catastali attuali, mentre il valore dell’immobile oggetto atti tra vivi è circa 130 volte sempre della rendita catastale. Quindi c’è un carico fiscale insostenibile. Vista la crisi di mercato che ha svalutato gli immobili, già oggi per un appartamento di 85mq di civile abitazione a Isola del Liri, il valore catastale supera quello di mercato, figuriamoci con questa ulteriore riforma”.

“Questi nominati al potere la scusa buona l’hanno trovata: ‘acquistare case non conviene, i costi di gestione sono superiori a quelli che convengono’. Vogliono ammazzare il mercato della casa spillando quella povera gente che per decenni ha creduto nel bene del mattone”, conclude Tomaselli che si fa punto di riferimento di una mobilitazione popolare.

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