Dalle scuole alla pediatria dello Spaziani, il viaggio solidale del Camper del Sorriso continua

Ieri la donazione all'ospedale di Frosinone, nelle scorse settimane un progetto nelle scuole per insegnare il valore delle emozioni

Non si è fermato con il traguardo del Camper del Sorriso il cammino solidale dell’associazione Teniamoci per Mano APS. Dopo aver raccolto fondi e realizzato quello che fino a pochi mesi fa sembrava soltanto un sogno – un ambulatorio pediatrico mobile oggi pienamente operativo – i volontari dell’associazione continuano a trasformare la generosità del territorio in aiuti concreti per chi ne ha bisogno.

L’ultimo gesto di questa catena di solidarietà è arrivato nella giornata di ieri, 8 giugno, quando, insieme all’Associazione Pofi a Colori, sono stati donati al reparto di Pediatria dell’Ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone due saturimetri e cinque distanziatori, strumenti preziosi per l’assistenza e la cura dei piccoli pazienti.

Una donazione che rappresenta molto più di una semplice consegna di materiale sanitario. Dietro quei dispositivi ci sono mesi di impegno, eventi organizzati sul territorio, raccolte fondi, iniziative benefiche e il lavoro silenzioso di decine di volontari che hanno scelto di dedicare il proprio tempo agli altri.

«Ogni iniziativa, ogni evento e ogni raccolta fondi hanno un unico obiettivo: restituire valore alla nostra comunità e costruire insieme un territorio più inclusivo, solidale e attento ai bisogni di tutti», spiegano dall’associazione.

Un impegno che negli ultimi mesi ha prodotto risultati importanti. Grazie anche alla vendita dei panettoni solidali, Teniamoci per Mano APS ha contribuito alla ristrutturazione di un furgone destinato al trasporto delle persone con disabilità in collaborazione con l’Unitalsi di Frosinone e ha sostenuto l’acquisto di divise sportive per atleti con disabilità impegnati nelle competizioni di nuoto al Palazzo del Nuoto di Frosinone.

Ma accanto agli aiuti materiali, l’associazione ha scelto di investire anche su qualcosa di meno visibile e altrettanto fondamentale: il benessere emotivo dei più giovani.

Il viaggio del Camper del Sorriso nelle scuole

Proprio da questa convinzione è nato il progetto “Il Camper del Sorriso – Formazione e Informazione”, che nei mesi scorsi ha fatto il suo debutto nelle scuole dell’Istituto Comprensivo Alatri 1 coinvolgendo gli alunni delle scuole elementari Luigi Ceci, G.B. Lisi e Alda Merini, oltre agli studenti della scuola media Dante Alighieri.

Attraverso il linguaggio della clownterapia, i volontari hanno affrontato con bambini e ragazzi un tema sempre più attuale: il riconoscimento e la gestione delle emozioni.

Paura, rabbia, tristezza, felicità. Emozioni spesso considerate scomode o da nascondere, che invece il progetto ha insegnato ad accogliere e rispettare. L’obiettivo era semplice quanto rivoluzionario: aiutare i più giovani a comprendere che ogni emozione ha dignità e che nessuno dovrebbe sentirsi giudicato per ciò che prova.

Gli incontri hanno creato spazi di ascolto autentico nei quali gli studenti hanno potuto raccontarsi liberamente, condividere esperienze e riflettere sul proprio mondo interiore.

La relazione conclusiva redatta dalla psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Valentina Coretti, conosciuta all’interno dell’associazione come “Clown Cucciolo”, ha evidenziato risultati significativi. I bambini hanno dimostrato una buona capacità di riconoscere le emozioni principali e di collegarle alle esperienze della vita quotidiana, mentre sono emersi anche aspetti più delicati come episodi di bullismo, difficoltà relazionali, sentimenti di solitudine e il bisogno di figure adulte rassicuranti.

Particolarmente interessante il dato emerso nelle classi seconde, dove l’emozione maggiormente espressa è risultata essere la rabbia, elemento che potrebbe nascondere difficoltà nella regolazione emotiva o vissuti frustranti non sempre verbalizzati.

L’esperienza ha inoltre mostrato come i bambini più piccoli tendano a esprimere le proprie emozioni con maggiore spontaneità, mentre quelli più grandi preferiscano spesso affidarsi al disegno e ai linguaggi simbolici, segnale di una crescente attenzione al giudizio degli altri.

Tra le tante testimonianze raccolte durante il percorso, una in particolare è rimasta impressa ai volontari che hanno voluto raccontarla, poiché racchiude il senso più profondo dell’intero progetto.

Una mamma, volontaria dell’associazione e clown del sorriso, tornando a casa dopo il lavoro ha trovato il figlio più piccolo in lacrime. Nel tentativo di consolarlo gli ha detto spontaneamente: «Amore di mamma, non piangere». A quel punto è intervenuta la sorella maggiore, che quella stessa mattina aveva partecipato all’incontro del Camper del Sorriso: «Mamma, non puoi dire al mio fratellino di non piangere, perché oggi ci hanno insegnato che noi abbiamo il diritto di piangere».

Una frase semplice, pronunciata da una bambina, che per i volontari vale più di qualsiasi statistica o relazione tecnica.

Perché il vero obiettivo del Camper del Sorriso non è soltanto insegnare a riconoscere le emozioni, ma aiutare i bambini a sentirsi liberi di viverle e rispettare quelle degli altri.

Un percorso che non si conclude qui. Gli incontri riprenderanno con il nuovo anno scolastico 2026-2027: a settembre verrà completato il lavoro avviato negli istituti già coinvolti e successivamente il progetto sarà esteso ad altre scuole e ad altri territori.

Nel frattempo, i clown del sorriso continueranno a fare ciò che sanno fare meglio: trasformare la solidarietà in gesti concreti, portando aiuto dove serve e ricordando che, a volte, anche un piccolo gesto può fare una grande differenza.

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