Comune di Frosinone, Cirillo si dimette. Venturi: “Centrale il presidente del Consiglio. L’elezione non è da rinviare”

Dopo le dimissioni di Cirillo vacilla l'Ufficio di presidenza: ora poggia sul dem che intanto chiede chiarezza istituzionale alla maggioranza

Il forzista Pasquale Cirillo s’è dimesso dall’ufficio di presidenza. In carica restano il presidente del Consiglio facente funzioni Marco Ferrara (Identità Frusinate), la vicepresidente vicaria Francesca Chiappini (Lista per Frosinone) ed il segretario consigliere Norberto Venturi (Pd). Con tre membri – che siano tutti presenti – l’ufficio di presidenza può tornare a riunirsi per fissare gli ordini del giorno consiliari. Insomma chi potrebbe far saltare il banco e costringere la maggioranza consiliare a porsi – in termini di assoluta urgenza – l’elezione del presidente del Consiglio comunale e dell’ufficio di presidenza, a conti fatti è a questo punto solo il dem Venturi. Le sue decisioni potrebbero perfino bloccare l’esame delle pratiche arretrate: al momento 21 in tutto, di cui 12 in agenda nella seduta fissata per il 3 luglio a Palazzo Munari.

Cirillo ha voluto dar seguito alla protesta contro la mancata inversione dell’ordine del giorno – votato, sia pur senza poteri decisionali, dalla Conferenza dei Capigruppo -: chiedeva lo spostamento al primo punto dell’elezione del successore di Max Tagliaferri. Ma la sintesi sugli aspiranti presidenti dell’assise, da parte della maggioranza, è ancora lontana e per questo il sindaco Mastrangeli e le forze che lo sostengono stanno per ora rinviando la patata bollente. “L’iniziativa del consigliere Cirillo – commenta Norberto Venturi – va nel senso giusto: la finalità è quella di restituire un quadro chiaro agli organismi istituzionali al più presto. Anch’io mi adopererò in questa direzione. Ritengo, infatti, che la figura del presidente del Consiglio sia centrale e non vada derubricata a cosa da fare quando si ha tempo”.

Dalle dimissioni di Cirillo allo stallo su almeno 3 nomi della maggioranza

“E’ una figura di garanzia soprattutto per le opposizioni – ha quindi sottolineato l’esponente dem -. Perché la maggioranza si garantisce da sola. Il presidente nasce come garante delle minoranze anche perché il sindaco ha la giunta e la sua ampia coalizione in Consiglio: sono a presidio delle prerogative della maggioranza. Le minoranze, invece, hanno solo il presidente del Consiglio”. Ma, secondo Venturi, c’è una valutazione politica da fare: “Le difficoltà che incontra puntualmente la maggioranza possono essere sintetizzate proprio dall’incapacità di proseguire questo scorcio finale di legislatura con la copertura di tutte le posizioni previste a livello istituzionale. Non riuscire a nominarle ed eleggerle è sintomo di difficoltà e preludio ad altre problematiche che si svilupperanno col passare del tempo e l’avvicinarsi delle elezioni”.

Ma adesso il rebus riguarda gli scenari che potranno realizzarsi in Consiglio comunale. La partita della presidenza del Consiglio si gioca su un quorum a 17, quindi la coalizione di governo non può permettersi defezioni e deve far convergere i suoi voti su un’unica figura. Il fatto è che al momento di possibili aspiranti ne restano in piedi 3, se non 4. La lista dell’ex sindaco Nicola Ottaviani spinge per il consigliere comunale Gianpiero Fabrizi, la Lista per Frosinone del vicesindaco Antonio Scaccia ha fatto sapere che la persona giusta potrebbe essere Francesca Chiappini, mentre Identità Frusinate ha già ufficializzato il sostegno al facente funzioni Marco Ferrara.

Ipotesi di recupero di Forza Italia al tavolo regionale di coalizione

Sullo sfondo delle trame regionali per gli accordi tra partiti di centrodestra, sulle caselle disponibili per le comunali e in vista dei voti politico (2027) e regionale (2028), qualcuno profila la possibilità che Forza Italia possa tornare nella maggioranza consiliare all’ombra del campanile e lo scranno della presidenza del Consiglio potrebbe essere quello decisivo per ricomporre la frattura: la prospettiva vedrebbe in pole position l’aspirante – a questo punto numero 4 -, il consigliere azzurro Maurizio Scaccia. Se questi boatos corrispondessero alle vere intenzioni del potente coordinatore regionale Claudio Fazzone è ovvio che verrebbe per lo meno ridimensionata anche la portata della missione del famoso “terzo polo”, che nei giorni scorsi ha fatto l’esordio al Bar Minotti. Ma una cosa sono le voci fatte circolare dai retroscenisti ed un’altra i fatti politici. Tempo al tempo.

Per il momento al tavolo regionale la strategia di Forza Italia ha messo a segno la nomina del sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, al vertice di LazioCrea, scatenando il malcontento di Noi Moderati per la ritenuta iniqua spartizione delle caselle nella alleanza. Sempre Forza Italia – che alla Pisana è scesa da 7 a 6 seggi dopo la decadenza di Marco Colarossi (sostituito dal Cinquestelle D’Antò) – designerà il candidato sindaco di Viterbo (Chiara Frontini). In questo quadro Frosinone verrebbe riassegnato al Carroccio con la conferma di Mastrangeli per il secondo mandato.

Rocca vuole il bis a meno che non venga impiegato per la sfida di Roma

Una svolta potrebbe riguardare Fratelli d’Italia che perfino punterebbe alla presidenza della Regione Lazio, col coordinatore Paolo Trancassini, qualora il presidente Rocca optasse per la sfida a sindaco di Roma. Ma al momento la legislatura alla Pisana pare destinata a correre verso la chiusura nei tempi naturali previsti. Il governatore ha infatti di recente ribadito: “Voglio continuare a metterci la faccia fino in fondo: se la coalizione lo riterrà opportuno, per le regionali del 2028 sarò nuovamente candidato alla presidenza della Regione”. In tutti questi ‘grandi’ (si fa per dire) ragionamenti politici dei referenti Lazio della coalizione conservatrice, chiaro che il capoluogo ciociaro resti una semplice casella. Oltretutto data per assodata. Che di questi tempi per la Lega è già qualcosa. A meno che tra settembre e ottobre, l’avvio dell’autunno elettorale, non spinga Vannacci a mettersi di punta nel rovinare la festa.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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