Si è spento a Napoli il dottor Gianfranco Izzo, magistrato di lungo corso ed ex procuratore della Repubblica. Figura riservata e riconducibile alla cosiddetta scuola napoletana della magistratura, ha attraversato decenni della giustizia italiana mantenendo uno stile improntato a sobrietà, rigore e forte senso istituzionale.
Nel corso della sua carriera ha guidato la Procura della Repubblica di Cassino e successivamente quella di Nocera Inferiore, uffici giudiziari impegnati su territori complessi e segnati da articolate dinamiche criminali e sociali. Il suo approccio alla guida delle Procure è stato caratterizzato da una gestione ordinata del lavoro, attenzione ai fascicoli e profilo pubblico sempre contenuto.
Durante il periodo alla Procura di Cassino il suo nome è rimasto legato anche all’inchiesta sull’omicidio di Serena Mollicone, una delle vicende giudiziarie più note e discusse degli ultimi decenni. Un caso che ha attraversato diverse fasi investigative e processuali e che ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica e sul territorio. In quel contesto, Izzo intervenne anche con una lettera aperta indirizzata a una giornalista, inserendosi nel dibattito mediatico su alcuni aspetti dell’inchiesta in una fase di particolare attenzione e confronto pubblico.
Successivamente ha guidato la Procura di Nocera Inferiore, proseguendo la propria attività con lo stesso stile istituzionale: equilibrio nei rapporti con il territorio, gestione rigorosa dell’ufficio e una costante attenzione alla funzione requirente esercitata senza esposizione personale.
Colleghi e ambienti giudiziari lo ricordano come un magistrato di grande misura, legato a una cultura della giustizia in cui il ruolo pubblico non si traduceva in protagonismo, ma in servizio silenzioso alle istituzioni. Con la sua scomparsa si chiude il percorso professionale di una figura che ha attraversato stagioni importanti della magistratura italiana, lasciando il ricordo di un magistrato sobrio, riservato e coerente nel suo approccio alla giurisdizione.