La Procura della Repubblica di Cassino ha chiesto al Giudice per le indagini preliminari di disporre un incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolte due insegnanti di un Istituto Comprensivo del Cassinate, indagate per le ipotesi di reato di maltrattamenti e violenza sessuale aggravata, contestate in concorso.
L’obiettivo della richiesta è acquisire, con le garanzie previste dalla legge e attraverso le modalità dell’ascolto protetto, la testimonianza del ragazzo di 13 anni indicato come persona offesa nel procedimento. Prima dell’audizione sarà disposto un accertamento tecnico per verificare la capacità del minore di rendere dichiarazioni attendibili. Solo in caso di esito positivo si procederà con l’esame, che si svolgerà in un contesto protetto per evitare al ragazzo di ripetere più volte il racconto dei fatti nel corso del procedimento penale.
L’indagine è stata avviata dopo le denunce presentate dai genitori del tredicenne nel settembre 2025. Secondo quanto emerge dagli atti, il ragazzo avrebbe riferito di essere stato più volte costretto a svolgere attività che nulla avrebbero avuto a che fare con il normale percorso scolastico, tra cui la pulizia di alcuni ambienti dell’istituto e il trasporto di materiali particolarmente pesanti. Nella ricostruzione investigativa trovano spazio anche presunti episodi di umiliazione, con offese e minacce che sarebbero state utilizzate per indurlo a eseguire quanto richiesto.
Nel fascicolo sono riportate inoltre accuse relative a presunti comportamenti di natura sessuale che, secondo la denuncia, si sarebbero verificati all’interno della scuola. Il minore avrebbe raccontato di essere stato accompagnato nei servizi igienici dell’istituto, dove avrebbe assistito a condotte ritenute dagli investigatori incompatibili con il ruolo ricoperto dalle indagate. Tra gli elementi raccolti figurano anche il riferimento a fotografie che sarebbero state scattate mentre il ragazzo piangeva, alla visione di immagini a contenuto erotico e a presunte intimidazioni finalizzate a impedirgli di riferire quanto sarebbe accaduto.
Per gli inquirenti, gli episodi denunciati si sarebbero protratti nel tempo, sfruttando il rapporto di autorità tra docente e studente e determinando nel ragazzo un progressivo stato di timore e soggezione.
Nel corso delle indagini la Procura ha acquisito anche la documentazione dei Servizi sociali del Comune di residenza e della Neuropsichiatria infantile della Asl di Frosinone. Dagli atti emerge che il tredicenne era già seguito da diversi anni per un percorso di presa in carico legato a difficoltà comportamentali e relazionali, con una diagnosi di disturbo oppositivo-provocatorio e criticità emerse anche in ambito scolastico. Elementi che fanno parte del fascicolo investigativo e che saranno valutati nel prosieguo del procedimento.
L’incidente probatorio, qualora autorizzato dal Gip, consentirà di acquisire anticipatamente una prova ritenuta centrale, garantendo il contraddittorio tra accusa e difesa e tutelando al tempo stesso il minore, evitando la reiterazione dell’esame in successive fasi processuali.
Sulla richiesta della Procura dovrà ora pronunciarsi il Giudice per le indagini preliminari. Il procedimento resta nella fase delle indagini e le contestazioni mosse nei confronti delle due insegnanti dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria. Le due indagate sono assistite dall’avvocato Andrea Coletta.