Passeggiate nei boschi e punture di zecca: cosa fare subito e perché il tempo di permanenza sulla pelle è importante

Le aree verdi della Ciociaria sono frequentate durante tutta l’estate: riconoscere una zecca e rimuoverla correttamente può ridurre i rischi

Le escursioni nei boschi, le passeggiate nei prati e le giornate trascorse in aree verdi rappresentano una delle attività più amate dell’estate. Ma proprio negli ambienti caratterizzati da vegetazione, erba alta e presenza di animali selvatici o domestici è possibile entrare in contatto con le zecche. Questi piccoli parassiti si alimentano di sangue e possono aderire alla pelle dell’uomo o degli animali. Spesso la loro presenza non viene immediatamente percepita perché la puntura può essere poco dolorosa o addirittura passare inosservata. Per questo, dopo una passeggiata in un’area boschiva o erbosa, è importante controllare la pelle, soprattutto nelle zone più nascoste e difficili da osservare. Particolare attenzione deve essere prestata a inguine, ascelle, cuoio capelluto, zona dietro le orecchie, pieghe cutanee e gambe.

Le zecche possono rimanere attaccate alla pelle per un periodo prolungato. Il rischio di trasmissione di eventuali agenti patogeni dipende da diversi fattori, tra cui la specie della zecca e il microrganismo coinvolto. Per questo la rimozione deve essere effettuata il prima possibile. La zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punta fine, il più vicino possibile alla superficie della pelle, e rimossa con una trazione lenta e costante. Non bisogna schiacciare il corpo dell’animale né applicare sulla zecca olio, alcol, benzina, vaselina o altre sostanze con l’obiettivo di soffocarla o farla staccare.

Questi metodi possono irritare la zecca e favorire la fuoriuscita di materiale contenuto nel suo apparato digerente, aumentando potenzialmente il rischio di trasmissione di agenti infettivi. Dopo la rimozione, la zona deve essere disinfettata e le mani devono essere lavate accuratamente. Se una parte della zecca dovesse rimanere nella pelle, non bisogna procedere con manovre aggressive. È opportuno rivolgersi a un medico. Dopo una puntura è importante osservare la zona e prestare attenzione alla comparsa di sintomi nei giorni o nelle settimane successive.

Febbre, malessere, mal di testa, dolori muscolari, stanchezza insolita o la comparsa di un arrossamento che tende ad allargarsi devono essere segnalati al medico. Non tutte le punture di zecca trasmettono malattie e la presenza di una zecca non significa automaticamente che si svilupperà un’infezione. La prevenzione, tuttavia, è fondamentale. Durante le escursioni è consigliabile indossare abiti che coprano braccia e gambe, utilizzare calzature chiuse, preferire percorsi mantenuti e controllare accuratamente la pelle e gli abiti al rientro. Anche gli animali domestici devono essere sottoposti regolarmente ai trattamenti antiparassitari indicati dal veterinario. In caso di escursioni con bambini, il controllo della pelle al termine della giornata dovrebbe diventare una normale abitudine.

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