Zingaretti invita all’unità, nei sondaggi è testa a testa Leodori-D’Amato

Il presidente della Regione Lazio lancia un appello per sbarrare la strada al centrodestra. Intanto scoppia la guerra dei sondaggi

“Dopo Ignazio La Russa, Lorenzo Fontana, e Giorgia Meloni che ha ricevuto la fiducia, faccio un ennesimo appello a Enrico Letta, Giuseppe Conte, Carlo Calenda e Matteo Renzi: non create le condizioni per dare alla destra la quarta figura monocratica in Italia: il Presidente della Regione Lazio”. Lo ha evidenziato Nicola Zingaretti su Fb, che sta facendo di tutto pur sbarrare la strada al centrodestra. Il suo appello è una vera e propria chiamata alle armi.

“Stiamo governando insieme e in questi anni – ha aggiunto – abbiamo dimostrato che con spirito innovativo e unitario, ascoltandosi si possono fare grandi cose. Nel Lazio innanzitutto le persone, gli elettori che si riconoscono nell’attuale maggioranza vogliono questo. Raccogliete questo orientamento per fare davvero di tutto per combattere uniti e vincere”.

Appello di Zingaretti a parte, uno dei nodi più difficili da sciogliere è quello del candidato presidente. Nonostante il passo di lato fatto in questi giorni, stando a un sondaggio di Repubblica ad ottenere il maggior indice di gradimento è il vicepresidente Daniele Leodori, con il 28,7%. La rilevazione effettuata dal quotidiano romano vede al secondo posto l’assessore alla sanità Alessio D’Amato, con il 26,7% delle preferenze. Al terzo posto si è piazzata Marta Bonafoni, con il 23,8 percento. Più in basso Enrico Gasbarra, ex presidente della provincia di Roma. Monica Cirinnà, Marianna Madia e Michela De Biase. Ancora in predicato resta la data delle elezioni.

Fonti del Partito democratico assicurano che il governatore rassegnerà le proprie dimissioni il 4 novembre e, a quel punto, trascorreranno circa tre mesi prima delle votazioni. La data ipotizzata per il voto, dunque, sembra essere il prossimo 5 di febbraio. Zingaretti, però, ha legato le sue dimissioni, per incompatibilità con il mandato parlamentare, all’approvazione del collegato. Che ha appena iniziato il suo iter in Consiglio regionale. Per questo si potrebbe andare al voto domenica 12 febbraio.

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