Offre 20mila euro a un boss per uccidere la ex: il femminicidio sventato in extremis

Napoli - L’omicidio era stato pianificato nei dettagli: anticipo già versato al killer, auto con targhe clonate e telefoni dedicati

Un piano criminale organizzato nei minimi particolari, con l’obiettivo di sequestrare una donna, ucciderla e farne sparire il corpo. È lo scenario ricostruito dai Carabinieri e dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che hanno fermato cinque persone, accusate a vario titolo di aver preso parte al progetto omicidiario. Secondo gli investigatori, il presunto mandante avrebbe promesso 20mila euro a un esponente di spicco della criminalità organizzata per assassinare la sua ex compagna. L’intervento delle forze dell’ordine ha però bloccato il piano quando ormai era in una fase avanzata.

Le indagini hanno accertato che il presunto sicario aveva già incassato 5mila euro come anticipo. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito come fossero già stati predisposti i mezzi necessari per portare a termine il delitto, tra cui automobili con targhe clonate e telefoni cellulari dedicati esclusivamente all’operazione. Secondo l’accusa, al killer erano state consegnate fotografie della vittima, informazioni personali e tutti gli elementi utili per individuarla e portare a termine il piano.

Gli inquirenti ritengono che il piano prevedesse il sequestro della donna, il trasferimento in un luogo isolato e l’uccisione con un’arma da taglio. Successivamente, il corpo sarebbe dovuto scomparire per rendere più difficili le indagini. Sempre secondo la ricostruzione investigativa, il presunto mandante avrebbe anche consegnato le chiavi dell’abitazione e dell’automobile della vittima per agevolare l’azione del commando.

L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato al fermo di cinque persone. Nei loro confronti viene contestato il reato di tentato omicidio pluriaggravato, aggravato anche dal metodo mafioso. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto per tutti la custodia cautelare in carcere.

L’inchiesta riguarda anche altri gravi episodi. Agli indagati vengono contestati due atti intimidatori e la detenzione di due pistole che, secondo l’accusa, sarebbero state utilizzate per esplodere colpi d’arma da fuoco contro l’abitazione di un imprenditore e contro un distributore di carburanti appartenente alla famiglia del sindaco di un comune del Casertano. Secondo gli investigatori, gli autori delle azioni avrebbero agito indossando caschi integrali e utilizzando motociclette di grossa cilindrata. Le indagini proseguono per ricostruire ogni dettaglio della vicenda e accertare eventuali ulteriori responsabilità.

- Pubblicità -
Redazione
Redazione
Giornale digitale fondato nel 2022 con l’intento di offrire al territorio “Una voce oltre la notizia”. Nasce dall’esigenza di un gruppo di giornalisti ed esperti di comunicazione di creare un canale di informazione attendibile, laico e indipendente che dia voce ai cittadini, alle imprese, ai lavoratori, agli studenti…

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Incendio in un appartamento, marito e moglie muoiono tra le fiamme: miracolato un neonato

Altre 13 persone sono rimaste ferite in un incendio scoppiato in una palazzina di tre piani nel quartiere San Vito, a Lucca

Uomo trovato cadavere in un appartamento, dopo la macabra scoperta si indaga per omicidio

Torino - Due giovani di circa vent’anni sono stati accompagnati negli uffici della Squadra mobile per essere ascoltati

Fa merenda ma un boccone gli va di traverso: bimbo di 6 anni muore soffocato

Chieti - I genitori hanno dato l’allarme e lo hanno portato al presidio sanitario di Casoli, ma i tentativi di rianimarlo sono stati inutili

Investito in bicicletta mentre va a scuola: muore un bambino di soli sette anni

Torino - Il piccolo è stato soccorso in arresto cardiaco e operato al Regina Margherita. La polizia locale sta ricostruendo la dinamica

Madre e figlio trovati morti nel garage: fatali le esalazioni di gas sprigionate da una cisterna

Palermo - Il ragazzo sarebbe sceso per recuperare alcune reti, poi la donna avrebbe tentato di raggiungerlo. Nel locale non c’era ossigeno

Schiacciato da un macchinario nella cava: muore operaio 51enne

La tragedia nella Bassa Parmense: inutili i tentativi di soccorso. Accertamenti in corso per ricostruire la dinamica dell’incidente
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -