Nel corso del tavolo odierno dedicato al Gruppo Saxa, azienda italiana attiva nella produzione di piastrelle in gres porcellanato, è stata comunicata la decisione del Tribunale competente di non accogliere l’istanza di accesso alla procedura di amministrazione straordinaria, rilevando l’assenza del requisito dimensionale previsto dalla normativa vigente. In pratica, negli ultimi mesi il numero di dipendenti del sito di Roccasecca è sceso sotto il livello minimo di 200. Il Tribunale ha, quindi, disposto l’avvio della procedura di liquidazione giudiziale con esercizio provvisorio, consentendo la prosecuzione dell’attività aziendale secondo quanto previsto dalla legge.
Nel prendere atto della decisione dell’autorità giudiziaria, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha in una nota avvertito di aver “avviato interlocuzioni con i liquidatori nominati dal Tribunale al fine di individuare ogni possibile percorso volto a garantire la continuità produttiva e la salvaguardia occupazionale del Gruppo Saxa”. Un nuovo incontro del tavolo è previsto al Mimit il prossimo 7 settembre.
Sindaco Sacco e sindacati critici col fondo che non ha investito sul sito
Dal punto di vista dei lavoratori la procedura giudiziaria fatta in continuità consente alle organizzazioni sindacali di chiedere semplicemente la proroga della cig che scade ad agosto. Nei prossimi giorni il ministero si è impegnato di attivare i contatti tra le organizzazioni sindacali ed i commissari liquidatori. Le speranze di trovare un gruppo interessato all’acquisto del sito – che a questo punto verrebbe rilevato al netto dei carichi debitori accumulati – restano comunque esigue.
A pesare sugli scenari c’è il persistere della crisi delle imprese della ceramica in Italia legata a tre motivi principali: l’aumento dei costi del gas, il calo delle vendite all’estero e la concorrenza asiatica. Questo problema colpisce duramente i grandi distretti industriali come quello di Sassuolo e anche per questo rende non certo semplice trovare chi voglia investire a Roccasecca. Lo stesso presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, ha messo in guardia sulla tendenza attuale nel solco della legislazione nazionale ed europea, che potrebbe condurre al 2035 alla scomparsa dell’intero comparto italiano.
Lavoratori in assemblea davanti alla fabbrica per esaminare la situazione
Al tavolo Mimit c’erano anche i rappresentanti del fondo che ha acquisito la proprietà del sito senza investire le risorse promesse e sono stati bersagliati da critiche esplicite sia da parte del sindaco di Roccasecca, Giuseppe Sacco, che dai rappresentanti sindacali, a partire dal segretario Ugl, Enzo Valente. “Da Roccasecca chiediamo la massima attenzione da parte del Ministero verso la ricerca di possibili soluzioni – ha detto Sacco – che possano ancora garantire un futuro industriale del sito e verso la tutela dei lavoratori che necessitano di misure di sostegno e di ammortizzatori sociali”.
L’Ugl da parte sua terrà domani mattina un’assemblea coi lavoratori davanti al sito roccaseccano per informare le maestranze sulla situazione e discutere sul da farsi.