«Apprezzo molto studiare a Cassino e voglio che resti una città accogliente per gli studenti di tutto il mondo». È il messaggio del giovane universitario indiano vittima della rapina del 31 luglio nel centro cittadino. Pur segnato da quanto accaduto, il ragazzo racconta di essersi sempre sentito accolto dalla comunità cassinate. Assistito dall’avvocato Giuseppe Marino e superate le barriere linguistiche, il giovane ha ricostruito agli investigatori del commissariato di Polizia di Cassino, quanto avvenuto quella sera quando è stato accerchiato da un gruppetto di ragazzi, di nazionalità egiziana – secondo l’avvocato -, picchiato e rapinato di una catenina d’oro e del monopattino. Il ragazzo lavora in un locale del centro per mantenersi gli studi.
«Professori, colleghi e cittadini mi hanno sempre rispettato. La barriera linguistica esiste, ma quando provi a parlare italiano trovi persone disponibili ad aiutarti». Proprio la lingua, però, secondo lui rappresenta uno dei principali ostacoli quando uno studente straniero si trova ad affrontare un’emergenza.
Per questo lancia un appello sia all’Università sia al Comune. «Chiederei al sindaco di migliorare la sicurezza soprattutto nelle ore serali e di rafforzare il collegamento tra Università e autorità cittadine, affinché gli studenti internazionali sappiano sempre a chi rivolgersi. Sarebbe importante anche fornire informazioni pratiche sulla sicurezza e sui comportamenti da adottare».
Sulla vicenda è intervenuta anche l’opposizione consiliare. Giuseppe Sebastianelli, Franco Evangelista e Arduino Incagnoli hanno chiesto la convocazione di un Consiglio comunale straordinario aperto alla cittadinanza per affrontare il tema della sicurezza dopo i recenti episodi di cronaca che hanno interessato la città. I consiglieri chiedono di coinvolgere anche il rettore Marco Dell’Isola, gli studenti italiani e stranieri, le forze dell’ordine e il mondo associativo, sostenendo che il confronto debba portare a proposte concrete per garantire maggiore sicurezza senza alimentare generalizzazioni o discriminazioni. L’obiettivo, scrivono, è quello di «tutelare la serenità dell’intera comunità» e preservare il ruolo di Cassino come città universitaria aperta e accogliente.