Il 4-1 rifilato alla Juve Stabia nel primo appuntamento ufficiale della stagione consegna al Frosinone soprattutto una certezza: la squadra di Massimiliano Alvini ha già assimilato una parte importante delle idee del nuovo tecnico. Il risultato vale il passaggio del turno in Coppa Italia, ma al di là della qualificazione sono le modalità con cui è maturato a fornire le indicazioni più interessanti. Intensità, ricerca immediata della verticalità e diversi uomini portati nella metà campo avversaria hanno caratterizzato una prestazione convincente, pur con qualche passaggio a vuoto sul quale sarà necessario lavorare.
Alvini sceglie un atteggiamento coraggioso e viene premiato. Il Frosinone prova fin dall’inizio a prendere il controllo della partita, pressando alto e cercando di recuperare rapidamente il pallone. Una filosofia che richiede inevitabilmente tempo per essere perfezionata, ma contro la Juve Stabia ha già prodotto risultati importanti.
In mezzo al campo Calò continua a rappresentare il principale riferimento nella costruzione del gioco. Il centrocampista si fa vedere continuamente dai compagni, detta i tempi e partecipa con continuità alla manovra, trovando anche lo spazio per rendersi pericoloso con un colpo di testa.
Accanto a lui spicca la prova di Cichella. Il giovane giallazzurro abbina dinamismo e capacità di inserirsi, trovando anche un gol di pregevole fattura con una conclusione dalla distanza. Una prestazione che rappresenta una delle note più interessanti della serata. Positivo anche l’ingresso di Masini, subito capace di garantire corsa e presenza alla mediana, mentre Koutsoupias offre il proprio contributo nella gestione della seconda parte della gara.
La copertina della partita appartiene inevitabilmente a Giorgi Kvernadze. Il georgiano è dentro praticamente a tutte le azioni più importanti del Frosinone. Nei primi minuti costruisce subito un’occasione per Monterisi, fermato dal palo, quindi partecipa alla rete di Cichella e soprattutto firma una doppietta.
Più del dato realizzativo, però, impressiona la capacità di incidere sulla manovra offensiva. Quando trova spazio per puntare la porta, Kvernadze diventa difficile da contenere e riesce alternativamente a concludere o a creare opportunità per i compagni. Se riuscirà a dare continuità a questo rendimento, potrà rappresentare una delle principali armi offensive di Alvini.
Buone risposte arrivano anche da Raimondo. Il centravanti lavora molto per la squadra, combatte con i difensori e viene premiato trovando la rete sulla respinta del portiere. Nella ripresa avrebbe anche l’opportunità di concedersi la doppietta, senza riuscire a sfruttarla, ma successivamente si riscatta mettendo Kvernadze nelle condizioni di realizzare il definitivo 4-1.
Interessante anche la prima apparizione in giallazzurro di Romano Schmid. Nei circa sessanta minuti trascorsi in campo mostra immediatamente disponibilità al sacrificio e soprattutto attenzione alle richieste di Alvini in fase di pressione. È ancora presto per giudicarne l’inserimento nei meccanismi della squadra, ma l’impatto è stato positivo.
Ghedjemis, alla prima presenza stagionale, non è ancora nella migliore condizione ma riesce comunque a lasciare il segno. Partendo dalla destra prova spesso ad accendersi e mette a disposizione di Kvernadze il pallone trasformato in gol. Nella ripresa Zerbin prende il suo posto e sfiora a sua volta la rete con una giocata personale, mostrando margini interessanti nonostante una condizione ancora da affinare.
Tra le prestazioni più significative c’è anche quella di Monterisi. Il capitano non si limita al lavoro difensivo e diventa sorprendentemente uno degli uomini più pericolosi nell’area della Juve Stabia. Colpisce prima un palo e successivamente anche una traversa, andando vicinissimo al gol in due occasioni.
Dietro offre comunque solidità, così come Calvani, utilizzato inizialmente sulla sinistra e capace di interpretare il compito con attenzione. Più complicata la serata di Akpoguma: il difensore non appare ancora nella condizione migliore e in occasione della rete di Candellone perde alle proprie spalle l’attaccante avversario. Bracaglia, chiamato successivamente in causa, entra invece senza difficoltà nel ritmo della gara.
Anche Anthony Oyono alterna qualche imprecisione a momenti più convincenti. Nel primo tempo un suo errore regala a Candellone un’occasione importante, ma con il passare dei minuti cresce e ritrova maggiore sicurezza.
Il risultato largo non deve far pensare a una serata completamente tranquilla per Palmisani. Il portiere giallazzurro viene sollecitato in alcune circostanze e risponde con interventi puntuali, confermando attenzione anche nei momenti in cui la Juve Stabia riesce ad affacciarsi dalle sue parti. Sulla rete di Candellone, invece, può fare ben poco.
Proprio il gol subito all’inizio della ripresa rappresenta uno degli aspetti sui quali Alvini dovrà insistere. Il Frosinone rientra dagli spogliatoi con un’intensità inferiore rispetto alla prima frazione e permette agli ospiti di riaprire momentaneamente la partita. La reazione, però, arriva rapidamente e anche le sostituzioni aiutano la squadra a riprendere il controllo.
È soltanto agosto e sarebbe prematuro trarre conclusioni definitive, ma il primo Frosinone ufficiale della stagione mostra già un’identità abbastanza riconoscibile. Alvini vuole una squadra aggressiva, capace di andare a prendere l’avversario e di accompagnare l’azione con diversi uomini.
Il 4-1 alla Juve Stabia certifica un esordio convincente e soprattutto offre al tecnico diverse risposte individuali. Kvernadze è stato il trascinatore, Cichella una piacevole conferma, Raimondo ha dimostrato di poter essere prezioso dentro e fuori dall’area. Restano alcuni automatismi difensivi da sistemare e una condizione inevitabilmente ancora da completare. Ma per essere la prima partita che conta, la base dalla quale ripartire appare già interessante.