Una riorganizzazione ad ampio raggio che punta al rafforzamento della sanità territoriale, all’integrazione con la medicina di base e alla tutela della salute negli istituti di pena. Con tre distinte deliberazioni firmate negli ultimi giorni dal Direttore Generale dell’ASL di Frosinone, Arturo Cavaliere, l’Azienda sanitaria ciociara ridisegna alcuni asset strategici dell’assistenza sul territorio.
Partiamo dalla Sanità Penitenziaria: in riferimento alla quale nasce la Cabina di Regia Aziendale. Con la Deliberazione N. 865 del 25 agosto 2026, la ASL ha istituito la nuova Cabina di Regia Aziendale in materia di Sanità Penitenziaria. L’organismo nasce per coordinare e uniformare gli interventi sanitari destinati alla popolazione detenuta nei tre istituti del territorio: le Case Circondariali di Frosinone e Cassino e la Casa di Reclusione di Paliano.
Cabina di regia sulla sanità penitenziaria per indirizzo e monitoraggio
L’organismo ha funzioni di indirizzo, programmazione e monitoraggio della medicina generale, specialistica, salute mentale, dipendenze patologiche ed emergenza-urgenza all’interno dei carceri. La struttura è presieduta dal Direttore Sanitario Aziendale (o suo delegato) e include i direttori delle UOSD Sanità Penitenziaria (Dott. Vincenzo Gentile) e Dipendenze e Psicopatologie nel Circuito Penitenziario (Dott.ssa Antonella D’Ambrosi), affiancati da un Nucleo Operativo multidisciplinare.
E’ stato, poi, rinnovato il Comitato Aziendale della Medicina Generale. Attraverso la Deliberazione N. 870 del 31 agosto 2026, l’Azienda ha provveduto alla ricostituzione del Comitato Aziendale per la Medicina Generale, organo chiave per la contrattazione decentrata e l’integrazione dei medici di base nella rete aziendale e nelle Case della Comunità. Presieduto su delega dal Direttore Sanitario, Dott.ssa Maria Giovanna Colella, il comitato vede la partecipazione equilibrata della parte pubblica (tra cui la Dott.ssa Aurelia De Cicco) e dei rappresentanti sindacali di categoria (FIMMG, SNAMI, SMI).
Medicina generale, rinnovato il comitato aziendale per la contrattazione
L’atto stabilisce che, a partire dal 1° ottobre 2026, il rimborso forfettario per la partecipazione alle sedute dei medici a ciclo di scelta (cioè la presenza e l’intervento di questi professionisti in riunioni istituzionali, comitati, commissioni o organismi previsti dagli accordi sanitari nazionali o regionali) passerà dagli attuali 100 euro a 120 euro per seduta, in attuazione del nuovo Accordo Integrativo Regionale. La spesa complessiva rimarrà nei budget previsti.
Il dottor Cavaliere s’è quindi occupato di integrazione del servizio per le Prestazioni Domiciliari accreditate. Ammonta a 13.094.000,00 euro il tetto massimo di finanziamento fissato dall’ASL di Frosinone per l’erogazione dei servizi di Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) affidati alle strutture private accreditate per l’anno 2026. La misura è stata ufficializzata con la Deliberazione N. 857 del 20 agosto 2026, firmata dal Direttore Generale su proposta della Unità Operativa Complessa ADI guidata dalla Dott.ssa Rita Di Stefano.
Il provvedimento dà attuazione agli indirizzi programmatori della Regione Lazio e punta a garantire la continuità assistenziale, mantenendo gli obiettivi stabiliti dal PNRR (Missione 6 Salute) dedicati alla presa in carico delle persone over 65.
Prestazioni domiciliari accreditate, 7 operatori per cure ad alta intensità
La delibera assegna tetti di spesa specifici a 16 soggetti erogatori privati accreditati operanti sul territorio provinciale. La ripartizione delle risorse — calcolata sulla base dello storico della produzione 2025, della scelta dell’utente e della presa in carico di pazienti ad alta intensità — vede in testa i 7 operatori dedicati alle cure ad alta complessità e gestione integrata. Le quote rimanenti sono ripartite tra altre 9 strutture accreditate con budget nettamente inferiori e compresi tra 50.000 e 275.000 euro.
I tetti stabiliti rappresentano un “limite invalicabile”: l’Asl specifica che eventuali prestazioni erogate dalle strutture private oltre la quota di budget assegnata non verranno rimborsate dal Servizio Sanitario Regionale. Inoltre, la programmazione prevede vincoli rigidi sui tassi di occupazione per il calcolo delle risorse: fino a un massimo del 98% per le strutture con accreditamento definitivo e dell’80% per quelle con accreditamento provvisorio.
Insomma i fondi pubblici vengono erogati agli enti accreditati solo se gli operatori mantengono saturata una percentuale minima e fissa del loro orario di lavoro in prestazioni effettive.