Un passaggio a vuoto burocratico-politico ha trasformato quello che doveva essere il vertice decisivo sulla discarica di Cerreto in una seduta da dimenticare. L’incontro svoltosi a Palazzo Jacobucci tra il presidente della Provincia Luca Di Stefano, i consiglieri provinciali e il sindaco di San Giovanni Incarico, Paolo Fallone – promotore dell’articolata petizione in via di presentazione al Parlamento Europeo – si è risolto con un nulla di fatto. Il motivo? Due degli amministratori presenti hanno ammesso di non aver letto il testo del documento all’ordine del giorno. In ogni caso si è ritenuto di riconvocare la riunione prevedendo anche la presenza dei sindaci di Roccasecca, Giuseppe Sacco e di Colfelice, Gabriella Protano.
La riunione della Provincia, convocata per valutare l’adesione formale e il sostegno dell’ente di Piazza Gramsci all’azione intrapresa dai Comuni della Valle del Liri contro la riapertura del sito di Roccasecca, si è subito incagliata sulla difficoltà di due dei componenti dell’assise che hanno chiesto tempo per approfondire il testo del documento (Gianluca Quadrini e Pasquale Cirillo). I presenti erano, oltre ai citati, Stefano D’Amore (promotore dell’incontro), Luca Fardelli, Alessandro Cardinali, Andrea Velardo e Simone Paris.
La Consulta dei sindaci del Cassinate pronta a votare l’adesione
Non sono mancate, tuttavia, le prese di posizione nel corso del vertice. Il sindaco di Cassino, Enzo Salera, collegato in videoconferenza, ha confermato di aver esaminato il testo, dichiarando di condividerne appieno i contenuti e annunciando l’intenzione di sottoporlo ufficialmente alla Consulta dei Sindaci del Cassinate per un’adesione di tutto il territorio Sud.
Il consigliere provinciale delegato alla Cultura, Luigi Vacana, ha sottolineato il valore politico del documento, proponendo di superare le fasi preliminari e portarlo direttamente al voto del Consiglio provinciale per l’adozione immediata.
L’incontro è stato agitato da una discussione collaterale circa il presunto mancato invito al primo cittadino di Roccasecca. Un’obiezione sollevata dal consigliere di Forza Italia, Cirillo, a cui Fallone ha replicato precisando che il Comune di Roccasecca ha già avviato l’iter di adesione, avendo deliberato favorevolmente in Giunta ed essendo in attesa del formale passaggio in Consiglio comunale.
Vacana sollecita l’inserimento immediato all’odg del consiglio provinciale
La seduta è stata rinviata a data da destinarsi, mentre il primo cittadino Paolo Fallone ha preferito trincerarsi dietro un no-comment, evitando di alimentare ulteriori polemiche sull’ulteriore tempo perso di fronte a un dossier di evidente urgenza (vista l’avvenuta volturazione Aia) e gravità per la tutela della salute pubblica.
Il documento avanzato al Parlamento Europeo dal Comune di San Giovanni Incarico (ai sensi dell’art. 227 TFUE e dell’art. 44 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE) contesta formalmente la previsione del Piano Regionale Rifiuti della Regione Lazio 2026-2031 che punta a riaprire la discarica di Cerreto per abbancare sia rifiuti provinciali (50%) sia flussi provenienti da Roma e Latina (50%).
I contenuti salienti dell’atto poggiano su precise argomentazioni tecnico-giuridiche ed epidemiologiche. Come certificato dai dati della SAF S.p.A. per l’impianto di Colfelice, nel 2025 la quota di rifiuti provinciali avviata a smaltimento finale in discarica è stata pari a 0 kg, a fronte di percentuali di raccolta differenziata nei Comuni del comprensorio stabilmente superiori all’80%. La riapertura del sito a favore di ambiti extra-provinciali viola la gerarchia europea dei rifiuti (Direttiva 2008/98/CE).
Ci si riunirà di nuovo alla presenza anche dei sindaci Sacco e Protano
Il territorio soffre di forti pressioni ambientali cumulative. Richiamando le evidenze dello studio ERAS Lazio (pubblicato sull’International Journal of Epidemiology) e il modello del progetto INDACO sulla Valle del Sacco, la petizione chiede un’indagine epidemiologica specifica sulla popolazione della Valle del Liri, in attuazione del principio di precauzione (art. 191 TFUE).
Il sito di Cerreto sorge in adiacenza diretta alle Gole del Melfa e al fiume Liri, aree interessate da superamenti delle CSC nelle acque sotterranee e da eventi critici come la moria di pesci nel Melfa (maggio 2023). Si evidenziano – sempre nella petizione – forti dubbi sulla conformità alla Direttiva Quadro sulle Acque (2000/60/CE) e alla Direttiva Discariche (1999/31/CE), oltre alle incompatibilità con il PTPR della Regione Lazio e ai superamenti volumetrici (+86%, +58% e +180% nei bacini I-IV) accertati da ARPA Lazio nel 2021.
In conclusione la Commissione PETI dell’UE viene sollecitata ad avviare una procedura di pre-infrazione (EU Pilot) contro l’Italia, disporre un’ispezione sul campo nella Valle del Liri e convocare i Comuni sottoscrittori in un’audizione pubblica a Bruxelles.