Quinta evasione dai domiciliari nel giro di pochi mesi. La protagonista è ancora una volta la donna finita al centro delle indagini per i raid sacrileghi compiuti a Frosinone tra gennaio e aprile di quest’anno. Lei è la principale indiziata: secondo gli inquirenti, avrebbe danneggiato statue sacre, arrivando alla decapitazione di alcune di esse e a commettere furti nei luoghi di culto.
L’ultima evasione risale a ieri sera. Intorno alle 20.45, gli agenti della Squadra Volante della Polizia di Stato si sono recati presso l’abitazione della donna, dove si trova sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari, per un controllo. Ma, ancora una volta, la donna non era in casa. Gli operatori ne hanno infatti accertato l’assenza e, alla luce di quanto emerso, è scattata una nuova denuncia per evasione.
Un episodio che, letto insieme ai precedenti, restituisce una sequenza ormai particolarmente significativa. Quella di ieri è infatti la quinta contestazione per evasione nel giro di pochi mesi. – LEGGI QUI – L’ultima volta era accaduto appena qualche giorno fa. Nella mattinata del 3 settembre, intorno alle 10.40, gli agenti della Squadra Volante si erano presentati presso l’abitazione della donna per un controllo di routine. Dopo aver suonato ripetutamente al campanello senza ottenere risposta, avevano accertato che la donna non si trovasse in casa.
In quell’occasione era scattato l’arresto in flagranza. La donna era stata infatti già denunciata per la stessa violazione una volta nel mese di luglio e due volte nel mese di agosto. Quattro precedenti contestazioni che, a settembre, avevano portato a un nuovo arresto. E anche allora gli agenti, dopo aver avviato immediate ricerche nelle zone limitrofe, l’avevano intercettata a poche centinaia di metri dalla propria abitazione, mentre camminava a piedi.
Di fronte ai controlli, nelle precedenti occasioni, la donna aveva fornito giustificazioni diverse per spiegare la propria assenza. Una volta aveva riferito di essere uscita per buttare la spazzatura; in un’altra circostanza aveva spiegato di essere uscita perché in casa faceva troppo caldo. Ora il copione si ripete. Ancora un controllo, ancora l’assenza dall’abitazione e ancora una denuncia per evasione. Con una differenza sostanziale rispetto all’episodio del 3 settembre: questa volta, secondo quanto comunicato dalla Polizia, la vicenda si è conclusa con una nuova denuncia e non con un arresto.
Resta però sullo sfondo una domanda che, arrivati alla quinta evasione, diventa inevitabile anche sul piano cronachistico: quale efficacia può avere la misura degli arresti domiciliari se la persona sottoposta al provvedimento continua a violarla?
La questione, naturalmente, riguarda le valutazioni che spettano all’Autorità Giudiziaria, chiamata a decidere sull’eventuale modifica o aggravamento della misura cautelare sulla base degli elementi raccolti e delle singole contestazioni. Ma la successione degli episodi è un dato: una denuncia a luglio, due ad agosto, un arresto per evasione il 3 settembre e ora una quinta contestazione.
Nel frattempo, la donna resta formalmente sottoposta agli arresti domiciliari per i fatti per i quali è indagata, relativi ai raid contro le statue sacre e ai furti nei luoghi di culto avvenuti nei primi mesi dell’anno. E così, mentre gli agenti della Squadra Volante continuano a effettuare i controlli per verificare il rispetto della misura, il problema torna inevitabilmente a porsi: dopo cinque evasioni contestate in pochi mesi, quale sarà il prossimo provvedimento nei suoi confronti?