Recupero ticket sanitari dalla Regione Lazio: per il Tar le Asl devono fornire chiarimenti

Codici: "Quelle lettere hanno creato apprensione a tante persone. In alcuni casi, infatti, le somme sono rilevanti"

Vittoria al Tar del Lazio di Codici in merito alla vicenda dell’avviso di pagamento inviato dalla Regione Lazio sul recupero dei ticket sanitari non corrisposti per errate o inappropriate attestazioni di esenzione per reddito, relativamente al periodo che va dal 2011 al 2018. Nel luglio scorso l’associazione aveva presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per la mancata risposta della Asl Roma 2 alla richiesta di chiarimenti sull’avviso di pagamento e ieri è arrivata la sentenza.

“Il Tar ha ritenuto doveroso da parte della Asl dare accesso agli atti del procedimento – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e questa è una vittoria importante. Il diritto di accesso ai documenti amministrativi, oltre ad essere funzionale alla tutela giurisdizionale, consente ai cittadini di orientare i propri comportamenti sul piano sostanziale per curare o difendere i loro interessi giuridici. Permette di fare chiarezza, garantisce trasparenza. La nostra richiesta nasce dalle perplessità in merito agli avvisi inviati dalla Regione Lazio e la spiegazione della comunicazione fatta per interrompere i termini di prescrizione non è sufficiente. Quelle lettere hanno creato apprensione a tante persone. In alcuni casi, infatti, le somme sono rilevanti.

Bisognava essere più chiari. Parliamo di un periodo non recentissimo, visto che si va dal 2011 al 2018, e non tutti hanno a disposizione i documenti per ricostruire la situazione, per capire se la richiesta è corretta o meno. È per questo che ci saremmo aspettati un comportamento diverso e più collaborativo da parte della Regione Lazio e della Asl di riferimento, un atteggiamento in grado di permettere ai cittadini di fare chiarezza e non di scatenare il panico, come avvenuto. Ci auguriamo che questa sentenza del Tar serva da insegnamento e che in futuro non si ripeta quanto accaduto per i ticket sanitari, un caos di cui sinceramente non si sentiva l’esigenza”.

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