Il successo per 2-0 contro il Como porta anche la firma di Anthony Oyono. Il difensore del Frosinone ha offerto una prestazione di grande intensità, limitando un avversario pericoloso come Diao e adattandosi nel finale alle nuove indicazioni tattiche di Massimiliano Alvini. Al termine di una delle partite più emozionanti del fine settimana, il calciatore giallazzurro ha analizzato la prova dello Stirpe.
Oyono è partito dalle parole dell’ex allenatore Fabio Caserta, che aveva descritto il Frosinone come un gruppo di amici capace di sostenersi soprattutto nei momenti più complicati.
«Ho apprezzato quelle dichiarazioni perché Caserta aveva riconosciuto qualcosa di speciale nella nostra squadra. Anche oggi abbiamo dimostrato che ciò che aveva visto corrisponde alla realtà. Credo che ormai anche le altre formazioni stiano cominciando a comprendere il nostro modo di giocare».
Il difensore ha quindi lanciato un messaggio molto chiaro alle future avversarie: «Quando giochiamo in casa, sostenuti dal nostro pubblico, sarà dura per chiunque. Anche una squadra abituata alla Champions League, venendo qui, troverebbe una partita molto difficile. Lo abbiamo dimostrato contro il Como e speriamo di riuscire a compiere altre imprese simili».
Nel finale Alvini lo ha spostato sulla corsia sinistra, chiedendogli un ulteriore sacrificio per proteggere il doppio vantaggio: «Sinceramente pensavo che sarei uscito, perché negli ultimi minuti la fatica iniziava a farsi sentire. Abbiamo dovuto soffrire e siamo riusciti a farlo tutti insieme. Cerco sempre di eseguire al massimo ciò che mi domanda l’allenatore. Quando mi ha spostato a sinistra ho provato a rispettare le sue indicazioni. Sul 2-0 la partita era cambiata e la priorità era conservare il risultato».
Secondo Oyono, il Frosinone ha intuito quasi immediatamente di poter mettere in difficoltà il Como. La pressione portata dai giallazzurri ha infatti impedito agli ospiti di costruire con la consueta tranquillità.
«Affrontiamo ogni avversario mantenendo la nostra identità. Entriamo in campo con le nostre idee e poi osserviamo la reazione di chi abbiamo di fronte. Mi aspettavo maggiori movimenti da parte loro e pensavo che potessero crearci più problemi. Invece, già nei primi dieci minuti, ho capito che la gara poteva mettersi bene per noi: non riuscivano a trovare il modo di uscire dalla nostra pressione e soffrivano l’aggressività che stavamo mostrando. La direzione della partita era evidente fin dall’inizio».
Una vittoria preparata attraverso un’intera settimana di lavoro e resa possibile dalla capacità del Frosinone di mantenere un’intensità altissima fino al termine: «Sapevamo che avremmo dovuto correre per tutti i novanta minuti, perché affrontavamo calciatori dotati di grande qualità. Dovevamo percorrere più chilometri di loro ed essere più aggressivi. Abbiamo lavorato proprio su questo aspetto e, quando arriva il momento della partita, siamo pronti a combattere contro chiunque».
Oyono ha infine commentato la rete annullata a Raimondo nei minuti conclusivi. Il suo cross aveva trovato la deviazione vincente dell’attaccante, ma l’arbitro ha fermato tutto per un presunto fallo.
«Mi hanno detto che è stata ravvisata un’irregolarità, ma io non ho visto nulla. Ho messo il pallone in area e per me era gol. Non credo che l’episodio sia stato rivisto. Sul 2-0, affrontando una squadra come il Como, forse diventa più semplice fischiare una situazione del genere. Avevo cercato per tutta la partita di servire un assist a Raimondo, perché avrebbe meritato almeno una rete. Pensavo fosse finalmente la volta buona, ma sarà per la prossima».