Una richiesta di aiuto al NUE 112, poi le sirene spiegate dei Carabinieri che piombano in un’abitazione di Casalvieri. Una domenica mattina che avrebbe potuto avere un epilogo drammatico e che, solo grazie alla richiesta di aiuto e al tempestivo intervento dei militari della Compagnia di Sora, non si è trasformata nell’ennesima tragedia familiare.
Quando i Carabinieri sono arrivati, la violenza era ancora in corso. Un uomo stava picchiando la moglie davanti alle figlie minori, due ragazzine costrette ad assistere, terrorizzate, a una scena che difficilmente potranno dimenticare.
La donna ha riportato escoriazioni compatibili con gli schiaffi e i pugni ricevuti e si trovava in un forte stato di agitazione. È stata soccorsa dai sanitari del 118.
Informato dei fatti, il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Cassino ha disposto ulteriori approfondimenti. Al termine degli accertamenti potrebbero scattare per l’uomo provvedimenti per maltrattamenti in famiglia e per gli eventuali altri reati che dovessero essere contestati sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori.
Secondo quanto trapelato, dagli accertamenti sarebbe emerso un quadro caratterizzato da continue vessazioni e violenze. Quello avvenuto oggi, dunque, non sarebbe il primo episodio. Un elemento che dovrà essere verificato e ricostruito attraverso le indagini condotte dai militari dell’Arma, chiamati ora a fare piena luce sulla situazione familiare. Nel frattempo, la donna e le figlie sono state allontanate dalla casa familiare.
Sullo sfondo dell’ennesima storia di violenza tra le mura domestiche resta una domenica che non è sfociata in tragedia grazie a quella richiesta di aiuto arrivata al 112 e all’intervento tempestivo dei Carabinieri.
E restano due ragazzine che hanno assistito alla peggiore delle violenze: quella di un padre nei confronti della madre, di chi dovrebbe amare e proteggere che, invece, si trasforma nella persona da temere. Resta una donna, una madre, che, come troppo spesso accade nelle storie di violenza familiare, può arrivare a subire in silenzio, forse per paura, forse per proteggere proprio quelle figlie. Ma oggi quella richiesta di aiuto in qualche modo è arrivata. La donna, nelle scorse ore, ha poi formalizzato la denuncia. E ha finalmente compiuto un primo passo per interrompere la spirale di violenza.