Il bando per l’affidamento del trasporto pubblico locale nel capoluogo ciociaro si trasforma in un vero e proprio scontro politico e amministrativo. Dopo i rilievi sollevati dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) e la decisione degli uffici comunali di ritirare la gara in autotutela per predisporre un nuovo capitolato integrato con le linee del Bus Rapid Transit (BRT), il clima a Palazzo Munari si fa sempre più rovente.
A guidare la carica dell’opposizione è il consigliere comunale di minoranza Anselmo Pizzutelli, che torna ad attaccare frontalmente la giunta guidata dal sindaco Riccardo Mastrangeli.
Pizzutelli ricorda come le prime avvisaglie di criticità fossero state già sollevate nei mesi scorsi. Già a metà settembre il consigliere aveva bollato la procedura come un sostanziale fallimento, respingendo le rassicurazioni e i tentativi della maggioranza di rubricare i dubbi a mere fisime o ad un eccessivo pessimismo.
“I nodi vengono al pettine”: la ricostruzione e le accuse sui costi
“Oggi, invece, i nodi vengono al pettine”, incalza Pizzutelli, ponendo una questione diretta sulle ricadute economiche e gestionali che questa ennesima battuta d’arresto comporta per le casse dell’ente e per la collettività.
Il nodo centrale della polemica riguarda infatti le risorse impiegate. Il consigliere evidenzia – in una nota stampa – come per la stesura e il supporto specialistico al bando sia stata impegnata una consulenza esterna dal valore di circa 45mila euro, a cui si aggiungono il lavoro degli uffici e la necessità di ricorrere all’ennesima proroga del servizio in favore del gestore uscente.
Pizzutelli sottolinea incongruenze strutturali nella pianificazione della gara, come la difficoltà per gli operatori economici di quantificare le offerte in assenza di chiarezza su servizi accessori (tra cui la gestione dell’ascensore inclinato), oltre alle incertezze sui tempi di percorrenza e sui percorsi effettivi. Il timore espresso dal consigliere è che gli errori progettuali e i ritardi accumulati continuino a ricadere direttamente sulle tasche dei residenti di Frosinone, privi di un servizio di mobilità moderno e stabilizzato.
Gli impatti sul servizio del Brt e la gestione dei servizi essenziali
Nel suo affondo, l’esponente di minoranza mette in relazione le falle dell’appalto TPL con le criticità generate dall’introduzione della sperimentazione del BRT. Secondo Pizzutelli, le modifiche alla viabilità e la deviazione dei percorsi delle autolinee e del trasporto regionale Cotral hanno creato notevoli disagi alla cittadinanza, in particolare agli studenti e alle famiglie costretti a percorsi a piedi improvvisati per raggiungere gli istituti scolastici.
“Senza dimenticare i 45mila euro di consulenza, prima o poi qualcuno dovrà spiegare ai cittadini quanto è costato tutto questo”, affonda il consigliere, chiedendosi se la struttura amministrativa e politica sarà in grado di portare a termine una procedura pulita e priva di intoppi nelle prossime scadenze.
La palla passa ora alle prossime mosse dell’amministrazione comunale, mentre l’opposizione alza il livello dello scontro anche sugli altri dossier caldi del capoluogo: “Restiamo in attesa della gara sulla gestione dei rifiuti. Meglio che vadano a casa”, la chiusura perentoria di Pizzutelli.