Il talento delle giovani studentesse universitarie incontra l’innovazione imprenditoriale e conquista il primo posto a livello nazionale. C’è anche un legame con Sora dietro il successo del II semestre di Make IT a Case 2025-2026, la competizione promossa dalla Società Italiana di Management (SIMA), in collaborazione con Invitalia nell’ambito delle iniziative collegate al Fondo Impresa Femminile. A trionfare è stato il progetto sviluppato da Benedetta Degni, Giovanna Mingolla e Angelica Massari, studentesse dell’Università LUMSA di Roma, in collaborazione con Natì, azienda italiana d’eccellenza nella cosmetica professionale. Un risultato che coinvolge anche il Centro Estetico Nadine di Sora, guidato da Nadine Mastracci, presente a Napoli con il suo team in occasione della finale nazionale del 9 ottobre.
La vittoria è il punto di arrivo di un percorso che ha messo in relazione formazione universitaria, mondo imprenditoriale e competenze manageriali, ma che, nel caso del progetto vincitore, ha avuto anche un punto di partenza concreto proprio nel territorio sorano. È stato infatti attraverso il Centro Estetico Nadine che le tre studentesse sono entrate in contatto con Natì, trasformando quella prima conoscenza in un’occasione di collaborazione e approfondimento aziendale.
L’azienda ha accolto e accompagnato con entusiasmo il progetto, mettendo a disposizione delle giovani la propria esperienza, la propria visione imprenditoriale e un modello di innovazione che punta a distinguersi nel panorama della cosmetica professionale. Natì ha fatto dell’innovazione scientifica e dell’Acqua BioTecnologica i pilastri di una nuova visione della bellezza e del benessere, elementi che hanno rappresentato un importante punto di riferimento nello sviluppo del lavoro presentato dalle studentesse.
Il risultato ottenuto a Napoli premia dunque non soltanto la preparazione e la capacità progettuale del gruppo universitario, ma anche il valore della collaborazione tra realtà differenti, unite dalla possibilità di condividere conoscenze, esperienze e nuove prospettive di sviluppo. Il Centro Estetico Nadine ha rappresentato un collegamento tra le studentesse e l’impresa, contribuendo a favorire un incontro dal quale è nato un progetto capace di distinguersi nella competizione nazionale.

Make IT a Case, quando l’università incontra l’impresa
Make IT a Case è un concorso nazionale rivolto a studentesse e studenti dei corsi universitari di management delle università italiane, promosso dalla Società Italiana di Management in collaborazione con Invitalia, nell’ambito delle iniziative collegate al Fondo Impresa Femminile. L’obiettivo è avvicinare il mondo accademico a quello imprenditoriale attraverso lo sviluppo di business case basati su esperienze e realtà aziendali concrete, valorizzando le competenze manageriali, l’innovazione, il problem solving e il lavoro di squadra.
L’iniziativa dedica particolare attenzione alla leadership femminile e alla partecipazione delle donne nei percorsi di formazione e imprenditorialità. I gruppi di lavoro sono chiamati ad analizzare le caratteristiche delle imprese coinvolte e a elaborare proposte e progetti, mettendo in pratica le conoscenze acquisite durante gli studi. La composizione dei team prevede inoltre una presenza femminile di almeno il 50%.
La finale nazionale 2026 si è svolta il 9 ottobre a Villa Doria d’Angri, sede dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope. La giornata si è aperta con i saluti istituzionali della presidente SIMA, Beatrice Luceri, ed è proseguita con la tavola rotonda «Dentro l’impresa | Aprirsi per creare valore: identità, innovazione e racconto aziendale», dedicata al confronto con rappresentanti del mondo imprenditoriale e manageriale. Successivamente, i tre gruppi finalisti hanno presentato i propri progetti prima della proclamazione della classifica.
Sul gradino più alto del podio è salita la squadra della LUMSA di Roma, composta da Angelica Massari, Benedetta Degni e Giovanna Mingolla, secondo posto al team dell’Università degli Studi di Verona, con un progetto sviluppato per Alisea, e terzo a quello dell’Università di Pisa, che ha lavorato su La Bottega di Adò.
Per il progetto vincitore, il riconoscimento nazionale rappresenta un traguardo significativo e conferma quanto possa essere proficuo il dialogo tra università e imprese. Per Natì è l’occasione di valorizzare un modello aziendale fondato sulla ricerca e sull’innovazione; per le studentesse, un’esperienza concreta di applicazione delle competenze manageriali; per il Centro Estetico Nadine di Sora, la soddisfazione di aver contribuito a creare il collegamento da cui ha preso forma il percorso che ha portato al primo posto.
Un successo che dimostra come anche una relazione nata nel quotidiano lavoro di un’attività del territorio possa trasformarsi in un’opportunità capace di raggiungere una dimensione nazionale, mettendo in rete professionalità, nuove generazioni e imprese che investono nell’innovazione.