Infiltrazioni d’acqua, intonaco cadente, calcinacci, pavimentazione sconnessa, strutture provvisorie lasciate incustodite. È lo scenario desolante in cui versa il Cimitero Comunale di Arpino, un luogo dove le famiglie dei defunti chiedono invano decoro, sicurezza e rispetto per la memoria dei propri cari.
Le immagini documentate da Frosinone News nel tardo pomeriggio di sabato scorso, 10 ottobre – a distanza di ore dalla fine di un’ondata di pioggia – testimoniano uno stato di evidente sofferenza strutturale che interessa sia l’ala “vecchia” che quella di più recente costruzione del camposanto.
L’emergenza strutturale: acqua, cedimenti e crolli
Tra i corridoi e le batterie di loculi, i problemi si manifestano ad ogni passo. Infiltrazioni d’acqua e diffuse macchie di umidità creano pozze stagnanti lungo i camminamenti, mentre la pavimentazione sconnessa rappresenta una costante insidia per i visitatori, molti dei quali anziani.
A preoccupare maggiormente è però la sicurezza pubblica: in diverse zone si registrano distacchi di calcinacci, l’ultimo dei quali si è verificato proprio nel weekend, davanti ai loculi dell’ingresso principale. A questo si aggiunge la situazione della zona nuova dove, tra i manufatti, stazionano cavalletti e componenti di ponteggio abbandonati qua e là, trasformando l’area in un cantiere a cielo aperto, tanto indecoroso quanto pericoloso.
Va tuttavia sottolineato, per dovere di cronaca, l’ottimo lavoro svolto sul fronte del verde pubblico e dell’igiene ordinaria: l’intera area si presenta pulita e ordinata, con fontanelle perfettamente funzionanti e dotate di riserva idrica in caso di disservizi.
Piani di ampliamento e dimenticanze: il nodo della gestione
La criticità appare ancora più evidente di fronte alle recenti scelte amministrative. Il settore nuovo del cimitero porta con sé una storia complessa: già nel 2017 una delibera di Giunta aveva riorganizzato il progetto di ampliamento (risalente al 2010 ma a lungo bloccato in Regione), prevedendo un primo lotto con 212 loculi in batteria e tre cappelle private nell’area “Damiani”.
Di recente, l’Amministrazione guidata dal vicesindaco Massimo Sera ha formalizzato le nuove linee guida per l’Ufficio Tecnico, volte ad avviare la progettazione di un ulteriore lotto da circa 240 nuovi loculi di proprietà comunale su un terreno libero adiacente.
Se da un lato l’Ente punta sulla costruzione di nuove volumetriche, dall’altro sembra mancare un piano organico dedicato alla manutenzione, alla riqualificazione del patrimonio esistente e alla riorganizzazione delle sepolture datate o in stato di abbandono.
Gli strumenti in mano al Comune
Eppure la normativa vigente (D.P.R. n. 285/1990) e il Regolamento di Polizia Mortuaria offrono ai Comuni precisi strumenti amministrativi per recuperare spazi e garantire il decoro senza ricorrere unicamente a nuove cementificazioni:
- Decadenza della concessione: applicabile nei casi di incuria, stato di abbandono o mancata manutenzione della tomba, previa formale diffida ai concessionari o agli eredi;
- Revoca della concessione: prevista dall’art. 92 del D.P.R. 285/90 per le sepolture con oltre 50 anni dall’ultima tumulazione, in presenza di grave saturazione del camposanto;
- Estumulazioni e rotazione: lo svuotamento programmato dei loculi e il trasferimento dei resti in ossari o cinerari per rendere nuovamente disponibili i manufatti;
- Ordinanze di messa in sicurezza: ingiunzioni ai privati per il ripristino di sepolcri inagibili o pericolanti, con facoltà di esproprio o sgombero in caso di inottemperanza.
In assenza di un piano d’intervento mirato alla manutenzione e al recupero degli spazi esistenti, il cimitero di Arpino rischia di continuare a mostrare due volti contrapposti: l’efficienza della cura del verde non basta, da sola, a mettere in ombra un degrado strutturale che richiede risposte urgenti e definitive.



























