A fine gennaio i carabinieri delle stazioni di Veroli e Alatri, affiancati dai funzionari dell’ufficio di Frosinone dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno controllato due locali con sale slot tra i due comuni. Il bilancio è stato di circa 2.000 euro di ammende e un titolare segnalato alla magistratura per le norme antincendio. È il volto del gioco che in Ciociaria si vede per strada. L’altro passa dallo smartphone e dal 13 novembre scorso segue regole del tutto nuove.
Quel giorno sono entrate in vigore le concessioni per il gioco a distanza assegnate dopo la gara voluta dal riordino del settore: 52 licenze per 46 operatori. Nel 2023 un rapporto Eurispes contava circa 80 concessioni online e oltre 400 siti di gioco. Per chi vuole verificare quali casinò italiani AAMS sono rimasti attivi dopo la stretta, le guide comparative aggiornate sono il modo più rapido per orientarsi. La vecchia sigla, del resto, resiste solo nel linguaggio comune: l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato è confluita nell’Agenzia delle Dogane nel 2012.
Cosa cambia con la riforma
Il cuore del riordino è economico prima ancora che tecnico. Ogni concessione è costata 7 milioni di euro. Dura nove anni e non si rinnova. Nessun gruppo può averne più di cinque. Il passaggio che ha cambiato di più il panorama, però, riguarda i siti.
Fino all’anno scorso un concessionario poteva raccogliere gioco attraverso diversi indirizzi collegati alla stessa licenza, le cosiddette «skin»: marchi e grafiche differenti, stessa piattaforma alle spalle. Con una circolare di fine ottobre 2025 l’Agenzia ha chiarito che dalla mezzanotte del 13 novembre ogni aggiudicatario avrebbe potuto operare solo tramite il proprio sito ufficiale, rimuovendo contenuti e reindirizzamenti di tutti gli altri. In quel momento il portale dell’Agenzia elencava 407 siti autorizzati. Oggi, con un sito per concessione, il tetto è 52.
Il caso Gekobet
L’esempio più citato è quello di Gekobet, marchio noto a molti scommettitori, che ha lasciato il posto a Sportium, il brand con cui il gruppo spagnolo Cirsa opera in Italia. Nello stesso marchio sono confluiti anche altri siti dello stesso gruppo, come Goldrake. Più che di fusioni tra concorrenti si tratta quindi di accorpamenti interni: lo stesso operatore ha concentrato su un solo indirizzo clienti e giochi che prima erano sparsi su più domini.
Per il giocatore, in casi come questo, il conto passa al nuovo marchio secondo la procedura indicata dall’operatore. È lì che conviene ricontrollare saldo, limiti di deposito e condizioni dei bonus, perché le regole del nuovo sito non sono per forza quelle del vecchio.
Meno siti, controlli più semplici
Un mercato con meno insegne è anche un mercato più facile da verificare. Dal 10 settembre è attivo il Portale delle segnalazioni dell’Agenzia, a cui si accede con SPID o carta d’identità elettronica: il concessionario ha 72 ore per rispondere al giocatore. Sul fronte opposto prosegue l’oscuramento dei siti senza licenza: nel primo trimestre del 2026 ne sono stati bloccati 245, a fronte di 38,85 milioni di tentativi di accesso respinti.
Questo non rende sicuro il gioco in sé. Rende però più semplice distinguere un operatore autorizzato da uno che non lo è, e ricorda che un sito con il simbolo ADM in fondo alla pagina va comunque controllato sull’elenco ufficiale dell’Agenzia.
La Ciociaria nei numeri
Il tema non è lontano dal capoluogo. Il Libro Nero dell’Azzardo curato dalla Cgil insieme a Federconsumatori ha calcolato per il 2024 una raccolta online di oltre 804 milioni di euro in provincia di Frosinone, il 13,8% in più dell’anno precedente. Ogni residente tra i 18 e i 74 anni ha giocato in media 2.391 euro online, sopra la media nazionale di 2.162. In città il dato sale a 2.760 euro. La spesa effettiva, cioè le perdite dei giocatori, si è fermata a circa 47 milioni in tutta la provincia.
Considerando anche il gioco fisico, la relazione del Ministero dell’Economia sul 2025 attribuisce alla provincia di Frosinone una spesa complessiva di 197,7 milioni di euro. Ed è proprio sul fronte delle sale e delle tabaccherie che si gioca la prossima partita: le concessioni per slot da bar, videolottery, sale bingo e agenzie di scommesse scadono il 31 dicembre 2026, mentre la delega per riformare il gioco su rete fisica è decaduta a fine agosto senza un nuovo bando. Per gli esercenti ciociari, e per chi ci lavora, l’incertezza riguarda i prossimi mesi.
Una verifica che chiunque può fare
Per i controlli di Alatri e Veroli sono serviti i carabinieri e i funzionari delle Dogane. La verifica equivalente sul gioco online la può fare chiunque in un minuto: cercare il numero di concessione in fondo alla pagina del sito e confrontarlo con l’elenco pubblicato dall’Agenzia. Se il numero non c’è, o non corrisponde, quel sito non dovrebbe essere raggiungibile dall’Italia. La riforma ha ridotto le insegne a 52; sapere quali sono resta compito di chi gioca.