Omicidio Thomas Bricca, una manifestazione davanti la Procura per chiedere la verità

Alatri - Nessuna verità, nessun colpevole ad oltre quattro mesi dal delitto ma, soprattutto, un silenzio assordante

Alatri – “Qualcuno deve informarci. Valuteremo manifestazione sotto la Procura di Frosinone. Tutto questo è intollerabile, quanto tempo ancora bisogna aspettare? Giustizia per Thomas”, così Lorenzo Sabellico, lo zio di Thomas Bricca, il 19enne ucciso con un colpo di pistola alla testa lo scorso 30 gennaio. 

Nessuna verità, nessun colpevole ad oltre quattro mesi dal delitto ma, soprattutto, un silenzio assordante. È quello delle istituzioni che sembrano aver dimenticato che ad Alatri una famiglia, tanti amici e l’intera comunità aspettano risposte. O, quantomeno, di sapere a che punto siamo le indagini sull’omicidio. Dall’ultimo incontro con il Procuratore, qualche mese fa, mamma Federica Sabellico e papà Paolo Bricca non hanno più avuto una parola di confronto, una rassicurazione. Per questo i familiari di Thomas stanno pensando di organizzare una nuova manifestazione, questa volta sotto la Procura. Per chiedere risposte. E perché nessuno dimentichi che la morte di Thomas ha dei colpevoli che devono essere assicurati alla giustizia, possibilmente in tempi brevi. 

Gli esami del Racis sugli smartphone sequestrati nell’ambito dell’inchiesta, stando a quanto trapelato in maniera non ufficiale, si sarebbero conclusi qualche giorno fa. Gli esiti saranno nelle disponibilità del solo Pubblico Ministero. La procedura – come aveva spiegato il legale di Paolo Bricca, Marilena Colagiacomo, non prevede che gli avvocati delle parti siano informati sulle risultanze. 

Tutto giusto se parliamo di procedure. Tutto sbagliato se parliamo di persone, di genitori, fratelli, familiari e amici che, ogni giorno, da più di quattro mesi, fanno i conti con un dolore troppo grande.

La speranza di tutti è quella che al più presto dalle indagini arrivi l’attesa svolta, che permetta di incastrare killer e complici. Perché Thomas è stato strappato alla vita, mentre chi l’ha ucciso è ancora libero di vivere la sua. 

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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