Innovazione e alta tecnologia, il governo annuncia un ‘Chips Act’ italiano

Il governo, sull’onda dei dati economici positivi, vuole continuare il proprio slancio e puntare ad avere in Europa un ruolo strategico

Il governo punta ad attrarre investimenti e a sviluppare in Italia il settore dell’alta tecnologia, in particolare della microelettronica. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato l’arrivo di un ‘Chips Act’ italiano, una riforma che renderà più competitivo il ramo Hi-Tech e aiuti il paese a essere un punto di riferimento europeo in tema di microchip.

Del ‘Chips Act’ ha parlato anche il ministro delle Imprese e Made in Italy Adolfo Urso, assicurando che il piano sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri prima della pausa estiva. Il piano servirà secondo il ministro a fare del nostro Paese il luogo “ideale su cui investire per l’economia digitale e la transizione green”.

Il governo, insomma, sull’onda dei dati economici positivi vuole continuare il proprio slancio e puntare ad avere in Europa un ruolo strategico. Bisogna tenere presente però che l’Unione europea ha un proprio ‘chips act’, ossia un pacchetto legislativo sui semiconduttori, che la Commissione ha approvato a febbraio 2022 e che prevede 43 miliardi di euro (adesso la Commissione ha portato la cifra a 100) per raddoppiare entro il 2030 la produzione di chip e abbattere la dipendenza da Asia e Stati Uniti.

Quella che può sembrare una fuga in avanti dell’Italia, dal punto di vista della imprese è solo un modo per tutelare il proprio interesse. Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, commentando l’annuncio della premier Meloni, ha affermato che quella dei microchip “è ovvio che è una sfida che dobbiamo avere sotto l’egida di una governance europea. Se noi vogliamo essere competitivi rispetto alle grandi sfide con Cina e Stati Uniti dobbiamo ragionare a livello europeo ma se ogni Stato membro va per la sua strada, è ovvio che dobbiamo difendere il nostro interesse”. – Fonte www.dire.it –

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