Si è conclusa all’età di 100 anni la vita di Suor Patrizia Liberati, al secolo Antonietta Liberati, nata a Villamagna, in provincia di Chieti, il 19 dicembre 1925 e deceduta ad Arpino lo scorso 30 luglio. Una vita lunga e intensa, ben 78 anni di attività religiosa, Suor Patrizia ha testimoniato con semplicità, coraggio e amore il Vangelo, lasciando un segno profondo nelle comunità in cui ha operato.
Cresciuta in una famiglia profondamente religiosa, fin da giovane frequentò l’Istituto De’ Pii di Villamagna, gestito dalle Suore della Carità. Fu proprio osservando la dedizione delle religiose verso i bambini e gli orfani che maturò la sua vocazione. A diciotto anni entrò tra le Suore della Carità, iniziando il percorso di formazione a Roma, dove si distinse per entusiasmo, impegno e disponibilità. Dopo aver conseguito il diploma magistrale, fu destinata alla Colonia Permanente di Anzio, struttura che accoglieva bambini affetti da disabilità fisiche e psichiche. Qui si dedicò con instancabile dedizione all’assistenza e alla cura dei più fragili, mettendo al servizio degli altri la sua creatività, la sua sensibilità e il suo grande cuore.
Successivamente fu trasferita a Lavinio, dove insegnò nella scuola materna statale. Oltre all’attività educativa, si impegnò nel conoscere le famiglie degli alunni, sostenendo concretamente le persone più povere e promuovendo momenti di preghiera e di condivisione. Da un piccolo gruppo di fedeli nacque una comunità sempre più numerosa, tanto da rendere necessaria la costruzione di una nuova chiesa.
Fu proprio Suor Patrizia a presentare al vescovo di Albano la necessità di una presenza stabile della Chiesa sul territorio. La proposta venne accolta e, grazie all’arrivo di due sacerdoti e alla generosa collaborazione dei fedeli, sorse la chiesa di Sant’Anna di San Gioacchino, che in pochi anni divenne anche un importante Centro Ecumenico. La religiosa fu una figura determinante nello sviluppo della nuova comunità, apprezzata per la sua capacità di coinvolgere le persone e per l’attenzione costante verso i più bisognosi.
Nel 1991 i superiori decisero di costituire una piccola comunità religiosa per sostenere la pastorale parrocchiale e il servizio ai poveri, affidandone la missione a Suor Patrizia insieme a Suor Albina Geremia e Suor Teresa Di Iorio. Anche in questa nuova esperienza continuò a distinguersi per entusiasmo, determinazione e spirito di servizio.
Con il passare degli anni la salute iniziò a peggiorare e, in seguito a una caduta che la rese parzialmente invalida, fu trasferita nella Casa delle Suore della Carità di Arpino, dopo circa sessant’anni trascorsi tra Anzio e Lavinio. Anche qui rimase un punto di riferimento per la comunità religiosa e per il personale che l’assisteva, offrendo un esempio di serenità, forza d’animo e fede. Non si lamentava mai e affrontava la sofferenza con un sorriso e con una straordinaria capacità di trasmettere speranza. Emblematica la risposta che era solita dare alla domanda: “Cosa dirai a Gesù quando lo incontrerai?”. La sua replica era semplice e racchiudeva l’essenza della sua vita: “Grazie, grazie, grazie.”
Con la scomparsa di Suor Patrizia Liberati, la comunità perde una religiosa che ha fatto della carità, dell’educazione e del servizio ai più deboli la missione di un’intera esistenza. Il suo ricordo continuerà a vivere nelle opere realizzate, nelle persone che ha aiutato e nell’esempio di una fede vissuta con umiltà, gioia e instancabile dedizione.