Affido condiviso dei figli…ma solo sulla carta: la triste testimonianza di un papà separato

Sora - Tradito e lasciato dalla moglie, il papà disperato ora vede pregiudicare il suo rapporto con i figli, ancora troppo piccoli per capire

La storia raccontata da un papà che vive a Sora è per molti versi identica a quella di un numero sorprendente di padri del comprensorio, senza volersi allargare all’intera penisola. Si tratta dell’affidamento dei figli in caso di separazione o divorzio, un “accordo” normalmente unanime, con il quale si intende regolare la responsabilità genitoriale e la cura della prole, se minore di età. Per garantire il principio di bigenitorialità, ovvero di un rapporto equilibrato tra tutti i componenti del nucleo familiare, solitamente si stabilisce un affidamento condiviso ad entrambi i genitori, per cui i figli vivono prevalentemente con la madre fatto salvo il diritto di visita del padre.

Il principio, come su scritto, è proprio quello di assicurare ai fanciulli una relazione stabile e continuativa con entrambi i genitori, anche dopo la separazione: perché i figli non possono esser considerati “una proprietà”, né della madre né del padre, ma soggetti titolari del diritto alla bigenitorialità, per l’appunto. Ne conviene che ostacolare i contatti ed i rapporti con l’altro genitore costituisce una grave violazione.

Da sempre gli stereotipi privilegiano la figura materna identificandola come riferimento educativo per i figli minori, mentre si affida a quella paterna un ruolo prettamente economico: un pregiudizio radicato anche nelle “prassi legislative” che continuano ad ignorare la disponibilità del padre rispetto alla crescita, anche sociale, dei figli. Ovviamente, per favorire una collocazione che sia più paritetica, la collaborazione della famiglia in tal senso è indispensabile.

Il papà che ha contattato la nostra redazione è un 40enne, impiegato nella P.A.; come lui un imprenditore di Isola del Liri, un operaio di Arpino, un pendolare di Broccostella che lavora nella capitale, un esercente commerciale, sempre del comprensorio, che intende rivolgersi al Tribunale dei Minori per chiedere la revoca della potestà genitoriale all’ex moglie, una misura estrema disposta quando un genitore viola o trascura i propri doveri o abusa dei poteri, arrecando un grave danno al figlio.

Il padre di Sora racconta che alla separazione sono conseguite significative difficoltà, in primis di natura economica, che hanno compromesso non solo il suo stile di vita ma anche le relazioni sociali. «Ormai mi considero un “nuovo povero”, tra l’affitto della casa dove sono stato costretto a traslocare, i costi delle utenze, le spese primarie, l’avvocato ed il mantenimento, la benzina per andare a lavorare, dei circa 2.000 euro di stipendio a me rimane poco e niente».

Il giovane padre continua: «Ho dovuto rivedere e rimodulare tutta la mia vita, le mie abitudini, il mio tempo libero: non posso concedermi serate con gli amici, la palestra, la vacanza, un weekend, la scuola di ballo e via dicendo. Sento incombere il senso di solitudine, avvilimento, disperazione. Adesso mi tocca “rinegoziare” anche il mio ruolo di genitore? Perché a questo mi sta costringendo il conflitto con la mia ex moglie, un conflitto che lei insiste ad alimentare, nonostante io continui a dimostrare tutta la mia disponibilità, cercando di accontentare ogni sua richiesta che, di fatto, è un’imposizione».

«Ho il terrore di perdere i miei figli, mi rendo conto che il nostro legame si assottiglia settimana dopo settimana. Non c’è avvocato, psicologo, assistente sociale che riesca ad “aggiustare” questa frattura: una frattura che soddisfa solamente lei. Lei è compiaciuta, contribuisce a sgretolare il rapporto tra me ed i bambini. Io sistematicamente riorganizzo ogni singola giornata pur di passare mezz’ora con i miei ometti, ma puntualmente c’è un ostacolo, che siano i compiti da finire, il dentista che sposta l’appuntamento, il compleanno a sorpresa, la visita inaspettata della zia».

«Si è portata via tutto, la casa, i soldi, la mia dignità. Ora intende togliermi anche i figli. Non capisco nemmeno il perché di tanta cattiveria, come se fossi io quello da punire, che deve espiare le colpe. È la sua guerra, una guerra senza senso, dove le vere vittime sono i nostri figli, confusi, aizzati senza motivo, combattuti tra l’amore che provano e l’odio a cui vengono istigati. “Papà non c’è mai per voi”, ma loro non possono sapere che è la stessa madre che repentinamente li sta sottraendo alla figura del padre».

«Nessuno può difendersi da questo conflitto, nessuno riesce a tutelare le vittime. Mi rendo conto che il suo atteggiamento ostruzionistico durerà finché lei non deciderà di smettere. Mi rendo conto che, alla fine, per il bene dei figli, io dovrò cedere ed allontanarmi da loro. Chi spiegherà ai bambini quanto ho insistito? Tutte le volte che ho provato a star loro accanto? Chi gli racconterà il mio amore? Mi sono rivolto ai Carabinieri, alla Polizia, agli assistenti sociali: “Papà tenta di dividerci” è stata la reazione».

Che il giovane papà sia avvilito è evidente, tanto quanto è evidente la probabilità che il racconto della sua frustrante esperienza sia un’ammissione di capitolazione. Una resa vissuta dall’uomo come fosse un fallimento personale ma che, di fatto, evidenzia un tracollo sociale: un padre che non intende contrapporsi al ruolo materno bensì riscattare il suo, camminando accanto ai figli nel loro percorso di crescita, per il benessere psicofisico dei ragazzi. Un equilibrio che può nascere esclusivamente da un’intesa tra genitori responsabili che intendano assicurare la serenità ai bambini. Nessun professionista, che sia uno psicologo o assistente sociale o un avvocato, può mediare in tal senso se non c’è l’intenzione di una delle parti di rivedere ed affrontare in maniera costruttiva i motivi di disaccordo e ridurre al minimo le occasioni di conflittualità.

- Pubblicità -
Sara Pacitto
Sara Pacitto
Sara Pacitto, giornalista pubblicista, da 8 anni collabora con diversi quotidiani digitali, tra le più prestigiose testate giornalistiche della provincia, corrispondente per la cronaca locale, politica, attualità, salute, approfondimenti. Ha curato le Pubbliche Relazioni per alcuni importanti eventi come anche è stata Responsabile della Comunicazione per conferenze e convegni ed in occasione di Campagne Elettorali.

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

La Banca Popolare del Frusinate presenta “Io Mamma”: nasce il primo prestito dedicato alla maternità

I volti della campagna sono quelli delle dipendenti. Un impegno volto a contrastare la denatalità anche in provincia

Cassino – Dono del Rotary al Museo Historiale: una carrozzina per l’inclusione

Il Rotary Club Cassino dona al Comune un ausilio a chi ha difficoltà motorie. Un gesto concreto per rendere la cultura alla portata di tutti

Don Luigi Di Liegro, verso l’apertura della causa di beatificazione: una messa per i 29 anni dalla morte

Regione - Direttore del Centro pastorale e primo Direttore della Caritas Diocesana, sarà ricordato dalla Fondazione in suo nome

Pausa pranzo, stangata per i lavoratori: fino a 3.250 euro l’anno ma con la schiscetta risparmi il 75%

Mangiare fuori durante la pausa di lavoro costa sempre di più. A dirlo è l'ultima indagine di Federconsumatori

Gli studi italiani sviluppano giochi da casinò online per operatori internazionali

Un gioco può essere sviluppato una sola volta a livello grafico e informatico, ma non può essere distribuito allo stesso modo in ogni Paese

Settimane della Sicurezza, al via il ventennale della manifestazione promossa dalla Asl di Frosinone

Presentato il programma di “20 di Sicurezza - Dove soffia la prevenzione”. Inaugurazione ufficiale il 12 ottobre nella Sala Teatro aziendale
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -