Affido in favore degli anziani fragili, in Commissione sanità illustrata la proposta di legge: cosa prevede

La proposta, illustrata dalla Savo, affronta il tema del sostegno alle persone anziane fragili prive di una rete familiare

È stata illustrata in Commissione Sanità e Politiche Sociali la proposta di legge regionale 215, presentata dalla Presidente della Commissione Alessia Savo, consigliere di Fratelli d’Italia.

La proposta affronta il tema del sostegno alle persone anziane fragili prive di una rete familiare, con l’obiettivo di prevenire l’isolamento sociale e l’istituzionalizzazione, promuovendo forme di affido che valorizzino la dimensione relazionale e affettiva della cura. L’inserimento dell’anziano in un contesto familiare accogliente e solidale diventa così uno strumento per tutelarne dignità, autonomia e autodeterminazione, attraverso un prendersi cura reciproco, fatto di ascolto, presenza e condivisione dei percorsi di vita.

“L’invecchiamento non può tradursi in isolamento. Con questa proposta di legge – ha spiegato Savo – vogliamo offrire un modello innovativo di cura che mette al centro la persona, i suoi legami e il suo diritto a vivere in un contesto familiare e rispettoso. L’affido rappresenta una risposta concreta e umana per chi non dispone di una rete familiare adeguata, basata sul valore della relazione e su un rapporto di fiducia che cresce nel tempo”.

La proposta introduce per la prima volta nel Lazio una disciplina organica dell’affido agli anziani fragili, articolata in tre forme, pensate per rispondere in modo proporzionato ai diversi livelli di fragilità:

  • Piccolo affido — monitoraggio sociale rivolto a persone anziane fragili ma autonome nella gestione della quotidianità.
  • Affido di supporto — un aiuto concreto per chi vive da solo ma incontra difficoltà nelle attività quotidiane.
  • Affido in convivenza — accoglienza dell’anziano nel domicilio dell’affidatario o, viceversa, trasferimento dell’affidatario presso l’abitazione dell’anziano.

I progetti di affido saranno definiti dai servizi sociali, condivisi con l’anziano e con l’affidatario, e regolati da un accordo formale che stabilisce diritti, doveri, durata, modalità di revoca e recesso, oltre ai percorsi formativi obbligatori per gli affidatari.

Un modello che riconosce il valore della responsabilità condivisa, dove chi accoglie e chi viene accolto costruiscono insieme un percorso di sostegno, fiducia e crescita reciproca.

La proposta valorizza il raccordo tra Regione, Comuni e distretti sociosanitari, costruendo unmodello integrato di sostegno alle persone anziane fragili.

La Regione svolgerà funzioni di indirizzo e supporto attraverso finanziamenti, programmazione sociale e campagne di sensibilizzazione, mentre gli enti territoriali saranno responsabili della valutazione delle situazioni di fragilità, della formazione degli affidatari e della gestione dei progetti.

“Questa legge rafforza la coesione sociale e valorizza il ruolo delle comunità – ha concluso Savo –. È un passo avanti importante per garantire agli anziani fragili non solo assistenza, ma soprattutto relazioni significative, dignità e qualità della vita. Un nuovo modello di assistenza fondato sul legame umano, sulla fiducia e sulla condivisione, che riconosce il valore della prossimità e dello scambio tra generazioni. Ringrazio i colleghi consiglieri che hanno sostenuto una proposta che mette al centro le persone e il valore della relazione”.

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