In relazione alle preoccupazioni espresse circa la viabilità nella zona dello Scalo, in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico, l’amministrazione comunale precisa che, per quanto riguarda gli istituti appartenenti al Secondo Comprensivo, la questione era stata affrontata già prima dell’inizio delle lezioni.
L’assessore alla Pubblica istruzione Mario Grieco, d’intesa con la dirigente scolastica Mara Bufalini, aveva infatti valutato preventivamente l’impatto dei flussi scolastici sulla viabilità dell’area. La comunicazione n. 459 del Secondo Comprensivo, relativa all’avvio delle attività didattiche per l’anno scolastico 2026/2027, pubblicata sul sito web dell’istituto con protocollo del 27 agosto, prevede già una differenziazione degli orari di ingresso: per la scuola primaria “Giuseppe Verdi” di via Verdi l’entrata è fissata alle 8.05, mentre per la scuola secondaria di primo grado “Pietrobono” di via Puccini è prevista alle 8.15. Per la scuola dell’infanzia, inoltre, sono previste ulteriori fasce orarie differenziate.
Una scansione organizzativa definita proprio allo scopo di distribuire più ordinatamente l’afflusso degli alunni e degli accompagnatori, limitare la sovrapposizione dei movimenti in entrata e favorire condizioni più agevoli per la circolazione nel quadrante interessato.
«L’amministrazione comunale segue con attenzione le esigenze connesse alla riapertura delle scuole e alla mobilità nelle aree maggiormente interessate dai flussi scolastici – ha dichiarato il sindaco Riccardo Mastrangeli –. Per quanto riguarda il Secondo Comprensivo, così come per gli altri istituti rispetto ai quali l’ente esercita le proprie competenze, la problematica non è stata trascurata: gli orari sono stati differenziati prima dell’avvio dell’anno scolastico, attraverso un confronto tempestivo e responsabile con la dirigenza dell’istituto. L’amministrazione continuerà in ogni caso a monitorare la situazione, affinché l’inizio delle attività didattiche avvenga nelle migliori condizioni possibili per gli studenti, le famiglie e i residenti».
«La differenziazione degli ingressi è il risultato di un’interlocuzione avviata per tempo con la dirigente Mara Bufalini – ha dichiarato l’assessore alla Pubblica istruzione Mario Grieco –. Avevamo già preso in considerazione le possibili ripercussioni determinate dalla compresenza dei plessi nella zona dello Scalo e condiviso una soluzione organizzativa che consentisse di limitare la contemporaneità degli accessi. Ringrazio la dirigente per la disponibilità e per la collaborazione dimostrata. L’obiettivo comune è garantire un avvio ordinato dell’anno scolastico, tutelando le esigenze delle famiglie e, al tempo stesso, contribuendo a ridurre l’impatto dei flussi sulla viabilità dell’area».
Turriziani contro i ‘Profeti di sventura’: “L’amministrazione ha scelto di difendere la scuola”
«Sulla vicenda della scuola Pietrobono è opportuno ristabilire la verità dei fatti e ricordare le diverse posizioni assunte pubblicamente. C’è stato chi invitava l’Amministrazione comunale a rinunciare alla contrapposizione giudiziaria e a raggiungere un accordo economico con la curatela. Il Comune, invece, ha scelto di difendere fino in fondo la legittimità dei propri atti, la continuità del servizio scolastico e le risorse dei cittadini. Il pronunciamento del Collegio del Tribunale ha smentito nei fatti qualche profeta di sventura che aveva già pronosticato una sconfitta dell’Ente». – Lo dichiara il consigliere comunale Andrea Turriziani, intervenendo sul contenzioso relativo all’edificio di via Puccini che ospita la scuola Pietrobono.
«Le dichiarazioni rese nei mesi scorsi – prosegue Andrea Turriziani – sono documentate e hanno date precise. Il 6 febbraio 2026 veniva sostenuto pubblicamente che l’acquisizione sanante adottata dal Comune non rappresentasse una soluzione certamente idonea. Si contestava la somma di circa 110.000 euro determinata dall’Ente rispetto alla richiesta di circa un milione di euro e si proponeva di trovare una convergenza economica tra le due cifre. Nella stessa occasione si chiedeva all’Amministrazione Mastrangeli di “mettere da parte qualsiasi volontà di andare ad una contrapposizione con la controparte”, sollecitando l’apertura immediata di un tavolo di trattativa. Si arrivò persino ad affermare che sarebbe stato “molto meglio anche un brutto accordo anziché una sconfitta legale”. Una posizione sostanzialmente ribadita anche nel successivo mese di aprile 2026, quando venne nuovamente contestata la scelta del Comune di proseguire il percorso giudiziario anziché raggiungere un accordo con la curatela. Oggi possiamo valutare quelle parole alla luce dei fatti. L’Amministrazione Mastrangeli non si è piegata alla logica del “brutto accordo”, non ha accettato di impegnare somme molto più elevate a carico della collettività e non ha rinunciato a far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti. Il Comune ha difeso il decreto di acquisizione sanante adottato ai sensi dell’articolo 42-bis, già ritenuto legittimo dal giudice amministrativo, e ha presentato reclamo contro la prosecuzione dell’esecuzione immobiliare. Il 31 agosto 2026 il Collegio del Tribunale di Frosinone ha accolto il reclamo del Comune, disponendo la sospensione della procedura esecutiva riguardante l’immobile. In questa fase cautelare è stata così riconosciuta la fondatezza della tesi sostenuta dall’Amministrazione Mastrangeli: l’acquisizione sanante produce effetti analoghi a quelli dell’espropriazione, facendo venir meno i diritti gravanti sul bene e trasferendoli sull’eventuale indennità.
Il risultato è concreto: l’esecuzione è stata sospesa, la scuola è stata tutelata e la continuità dell’attività didattica è stata salvaguardata. Se l’Amministrazione Mastrangeli avesse ascoltato qualche “profeta di sventura” e seguito la strada del “brutto accordo”, il Comune avrebbe potuto assumere un impegno economico molto più gravoso per i cittadini, senza avere prima verificato fino in fondo la solidità delle proprie ragioni. Ha scelto, invece, la strada della fermezza, della responsabilità e della tutela dell’interesse pubblico, ottenendo un pronunciamento favorevole. Tutto ciò – precisa Andrea Turriziani – nel massimo rispetto dell’autonomia, delle prerogative e dell’operato della magistratura, nella quale riponiamo piena fiducia. Non intendiamo in alcun modo entrare nel merito delle competenze dell’autorità giudiziaria né anticipare valutazioni sulle successive fasi del procedimento. Ci limitiamo a prendere atto del pronunciamento intervenuto e dei suoi effetti concreti, continuando a sostenere con responsabilità le ragioni del Comune e l’interesse della collettività. Nessuno sostiene che la vicenda giudiziaria sia definitivamente conclusa: il giudizio di merito seguirà il proprio corso. Ma è altrettanto incontestabile che, nel passaggio decisivo del reclamo, la linea dell’Amministrazione Mastrangeli ha ottenuto ragione, mentre quella di chi prefigurava una sconfitta e invocava un accordo economico è stata smentita dai fatti. La differenza politica è evidente: qualcuno riteneva preferibile persino “un brutto accordo”; noi abbiamo ritenuto doveroso difendere la scuola, il patrimonio pubblico e il denaro dei cittadini. Il pronunciamento del Tribunale conferma che abbiamo fatto bene a non arrenderci».