Aggredisce due carabinieri e li manda in ospedale, il giovane violento era già noto

Momenti di tensione nella serata di ieri a Fontana Liri, dove due Carabinieri della Stazione di Strangolagalli sono rimasti feriti nel corso di un intervento di servizio. I militari erano stati chiamati per contenere un giovane in evidente stato di agitazione, ma quella che doveva essere un’operazione di controllo si è trasformata in una violenta aggressione.

Secondo quanto ricostruito, i due operatori sono stati investiti da una furia improvvisa e colpiti durante le fasi dell’intervento. Le lesioni riportate hanno reso necessario il trasferimento al Pronto Soccorso dell’Ospedale Santissima Trinità di Sora per le cure del caso. Le loro condizioni, fortunatamente, non sarebbero gravi, ma l’episodio riaccende l’attenzione sui rischi che quotidianamente affrontano le Forze dell’Ordine, soprattutto in situazioni legate al disagio psichico.

A intervenire con una nota ufficiale è stata la Segreteria Provinciale del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) di Frosinone, che ha espresso solidarietà ai colleghi feriti e ha posto l’accento su quella che definisce una criticità strutturale nella gestione di casi simili. Secondo il sindacato, dalle informazioni raccolte, l’aggressore non sarebbe nuovo a episodi di violenza e risulterebbe già seguito dal Centro di Salute Mentale competente.

Nella nota diffusa dalla Segreteria Provinciale NSC di Frosinone si legge: “La Segreteria Provinciale del Nuovo Sindacato Carabinieri (NSC) di Frosinone esprime la massima solidarietà e i più sentiti auguri di pronta guarigione ai due colleghi che, nella serata di ieri, sono rimasti vittima di una violenta aggressione durante un intervento di servizio nel comune di Fontana Liri. I militari, intervenuti per contenere un giovane in evidente stato di agitazione, sono stati investiti da una furia cieca che ha causato loro lesioni, rendendo necessario le cure mediche presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Sora.

Un pericolo annunciato

“Dalle informazioni in nostro possesso, – spiegano dal sindacato – l’aggressore non sarebbe nuovo a simili episodi di violenza e risulterebbe già seguito dal Centro di Salute Mentale (CSM) competente. Questo dettaglio rende l’episodio ancora più amaro: ci troviamo di fronte all’ennesima dimostrazione di come il sistema di gestione del disagio psichico presenti falle strutturali che ricadono drammaticamente sulle spalle delle Forze dell’Ordine”.

Le rivendicazioni sindacali

Il Nuovo Sindacato Carabinieri non può limitarsi alla sola solidarietà, ma esige interventi concreti su più fronti:

• Revisione delle norme sul TSO: È necessario che il legislatore intervenga con urgenza per rivedere le norme applicative della catena del Trattamento Sanitario Obbligatorio. Chi manifesta un pericoloso disagio sociale non può essere abbandonato a se stesso o “delegato” alla gestione della sola polizia giudiziaria. Occorre un rafforzamento reale delle strutture territoriali e una responsabilità sanitaria che non termini al momento della dimissione.

• Protocolli Operativi e Linee Guida: Non è più accettabile che interventi così critici e ad alto rischio siano gestiti da soli due operatori. NSC chiede l’adozione di linee guida chiare che prevedano il supporto di più unità e l’integrazione obbligatoria di personale sanitario specializzato in situazioni di conclamato disagio psichico, per evitare che i Carabinieri diventino l’unico bersaglio di problematiche che hanno natura medica e non criminale.

• Supporto Post-Traumatico: Chiediamo che l’Amministrazione garantisca ai colleghi vittime di violenza un supporto psicologico immediato e continuativo. La salute mentale di chi serve lo Stato deve essere una priorità assoluta.

La Segreteria Provinciale di Frosinone ribadisce che il sindacato sarà sempre al fianco dei colleghi coinvolti, offrendo ogni tipo di supporto necessario. La nostra presenza sul territorio è una garanzia per ogni Carabiniere: non permetteremo che il sacrificio e il rischio quotidiano diventino “ordinaria amministrazione”.

“Siamo vicini ai nostri colleghi e alle loro famiglie. Continueremo a lottare affinché la sicurezza di chi tutela la cittadinanza non sia mai messa in secondo piano”. – Conclude la nota.

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