Le forti raffiche di vento che stanno interessando il Lazio spingono numerosi sindaci della Ciociaria a correre ai ripari. In vista dell’allerta meteo gialla diramata dalla Protezione Civile, diversi Comuni hanno disposto la chiusura delle scuole per la giornata di mercoledì 1° aprile, adottando misure precauzionali per tutelare la sicurezza di studenti e cittadini.
Ad Alatri il sindaco ha firmato l’ordinanza che prevede la sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Una decisione presa alla luce delle previsioni meteo che indicano venti particolarmente intensi e condizioni potenzialmente pericolose.
Stessa linea anche a Veroli, dove il sindaco Germano Caperna ha annunciato la chiusura degli istituti scolastici. «La decisione è assunta in via precauzionale – ha spiegato – considerando l’intensità delle raffiche che stanno già provocando disagi sul territorio». Nelle ultime ore, infatti, si sono registrate cadute di alberi e situazioni di rischio che richiedono massima attenzione.
Provvedimenti analoghi anche nei centri montani. A Collepardo il sindaco Mauro Bussiglieri ha richiamato l’allerta meteo gialla per vento e neve, evidenziando come dal pomeriggio del 31 marzo e per le successive 24-36 ore siano previsti venti da forti a burrasca, nevicate oltre i 700-900 metri e precipitazioni anche temporalesche.
Situazione particolarmente delicata a Vico nel Lazio, dove il sindaco Stefano Pelloni ha disposto non solo la chiusura delle scuole, ma anche quella del cimitero comunale. Nel paese si registrano già diversi disagi: danni alla rete di illuminazione pubblica, interruzioni dell’energia elettrica e pali delle telecomunicazioni divelti o pericolanti.
Le amministrazioni locali invitano la popolazione alla massima prudenza, raccomandando di limitare gli spostamenti e di segnalare esclusivamente situazioni di reale pericolo ai numeri di emergenza. L’evoluzione delle condizioni meteo resta sotto costante monitoraggio, con l’obiettivo di ripristinare la normalità nel più breve tempo possibile una volta terminata l’emergenza.