Amministrazione provinciale e 8 marzo per soli uomini, Mirabella: “Grave fallimento di tutti i partiti”

L'esponente consiliare del capoluogo scrive a presidente Di Stefano e consigliera Tribini: "Palazzo Jacobucci divenuto circolo esclusivo"

Facile riempirsi la bocca di discorsi sulle pari opportunità e sulle stesse condizioni di accesso alle cariche elettive e ai ruoli decisionali, superando le discriminazioni che storicamente hanno colpito le donne. Più difficile dar seguito con fatti concreti alle enunciazioni di principio. Il limite dell’incoerenza in materia lo si è superato con le elezioni dell’8 marzo per il rinnovo del Consiglio provinciale di Frosinone.

Maria Antonietta Mirabella – consigliera comunale del capoluogo – ha scritto una pec alla presidente della Consulta delle elette, Angela Tribini, ed al presidente della Provincia, Luca Di Stefano. “In qualità di rappresentante del territorio, consigliere del Comune di Frosinone – vi si legge -, intendo sottoporre alla Sua attenzione una questione di estrema urgenza e gravità riguardante la rappresentanza democratica nel nostro Ente. L’esito delle elezioni per il rinnovo del Consiglio Provinciale, tenutosi l’8 marzo scorso, ha restituito un dato politico e sociale allarmante: su 12 seggi disponibili; nessuna donna è stata eletta”.

La consigliera comunale: subito riunione della consulta delle elette

“Nonostante il ruolo fondamentale che le donne ricoprono quotidianamente nelle amministrazioni comunali della Ciociaria – ha evidenziato la consigliera Mirabella -, ci troviamo oggi di fronte ad un Consiglio Provinciale composto integralmente da uomini. Tale risultato non rappresenta solo una sconfitta per la parità di genere ma evidenzia un fallimento dei partiti politici nel garantire l’accesso delle amministratrice ai vertici dell’ente attraverso il meccanismo del voto ponderato”. Per questo l’esponente della minoranza consiliare del capoluogo sollecita una convocazione straordinaria e urgente dell’assemblea della Consulta delle Elette, “al fine di: 1) Analizzare i dati del voto e comprendere le dinamiche che hanno portato alla totale esclusioni della componente femminile. 2) Sollecitare una presa di posizione ufficiale della Consulta nei confronti delle segreterie provinciali dei partiti; 3)Definire azioni concrete affinché la voce delle elette non venga marginalizzata, pur in assenza di una rappresentanza diretta nel consiglio appena eletto”.

“Per decidere il futuro di tutti s’è pensato che bastano i pensieri di una metà”

“Frosinone ha festeggiato lo scorso 8 marzo tornando al medioevo – commenta Maria Antonietta Mirabella -. Mentre il mondo celebrava la giornata internazionale della donna, la Provincia di Frosinone decideva di distinguersi con un nuovo consiglio provinciale di 12 uomini. Palazzo Iacobucci si trasformava in un circolo esclusivo dove la quota rosa non è nemmeno un lontano ricordo ma un errore del sistema. Essere eletti proprio l’8 marzo con una formazione tutta maschile richiede talento. Non è solo una questione di uomini ma di messaggio politico”. Secondo la consigliera comunale del capoluogo, “in un territorio che affronta sfide cruciali: ambiente, occupazione, servizi sociali, infrastrutture, criminalità, la politica ciociara ha risposto che per decidere il futuro di tutti bastano i pensieri di una metà”.

“Eppure si riempiono le bacheche di citazioni sulla forza delle donne”

Conclusione? “Le giustificazioni dei partiti saranno probabilmente i soliti capolavori di equilibrio… La realtà è che i posti ‘sicuri’ vengono blindati dai soliti noti. Le candidature femminili sono usate come riempilista decorativi, senza un reale sostegno politico. Mentre si riempiono le bacheche di citazioni sulla forza delle donne, panchine rosse eccetera, la stanza dei bottoni è chiusa a doppia mandata. È una democrazia dimezzata, che ignora le competenze, la sensibilità e lo sguardo di più della metà della popolazione proprio nel giorno in cui si dovrebbe riflettere sul superamento delle disparità. Dunque una Provincia che guarda al futuro conto specchietto retrovisore. Speriamo – è la conclusione di Mirabella – che tra una decisione e l’altra si ricordino che là fuori il mondo è fatto anche di donne. Mi auguro che nel prossimo futuro le donne abbiano più coraggio di candidarsi a qualsiasi livello istituzionale”.

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