Anagni – Biodigestore, LiberAnagni: “Il Comune rinuncia al ricorso. Maggioranza muta e città esclusa”

La Coalizione civica denuncia: "Un atto che equivale a un via libera definitivo all’impianto e che sancisce il tradimento alla città"

“A pochi giorni dall’udienza decisiva fissata per il 25 febbraio 2026, l’amministrazione comunale ha formalizzato la rinuncia al ricorso contro il Biodigestore, chiedendo al TAR di dichiarare improcedibile la causa. Un atto che equivale a un via libera definitivo all’impianto e che sancisce il tradimento totale delle promesse fatte ai cittadini in campagna elettorale”. – Così in una nota la Coalizione Civica LiberAnagni.

“Oggi possiamo affermare che il ricorso del Comune di Anagni, pagato con i soldi dei cittadini, è servito all’attuale amministrazione soltanto come st umento di propaganda per vincere le elezioni del 2023. Una volta incassata la vittoria, per il Sindaco e la sua maggioranza — composta anche da ex candidati che avevano costruito la loro credibilità sul “NO” all’impianto — l’interesse pubblico è sparito dai radar. – Prosegue la nota – Ma c’è un aspetto di gravità inaudita: questa rinuncia è stata decisa nelle segrete stanze, senza alcun passaggio in Consiglio Comunale e senza Delibere di Giunta pubblicate. Il Sindaco ha tentato di giustificarsi citando una fantomatica discussione nello scorso Consiglio, smentita dai fatti e dagli atti. Tutto ciò è inaccettabile: è un tradimento della volontà popolare espressa da centinaia di firme e dalla delibera di iniziativa popolare votata all’unanimità dal Consiglio nel 2021″.

“Maggioranza in silenzio”

“Dopo che l’intervento del Consigliere Santovincenzo ha portato in luce il tema, è andata in scena una pagina avvilente per le istituzioni: assessori e consiglieri sono rimasti in completo silenzio, lasciando come sempre la spiegazione al Primo Cittadino. Nessuno ha avuto il coraggio di dichiarare se ne era a conoscenza o se era d’accordo. Nessuno ha avuto la dignità politica di motivare questo dietrofront improvviso”. – Proseguono i civici.

Il problema non è solo il Biodigestore, è il valore della parola data ai cittadini”, ha affermato il Consigliere Santovincenzo.

Anche nelle dichiarazioni del Sindaco non vi è stata traccia di una spiegazione concreta, lasciando trasparire solo ciò che era già visibile: la filiera regionale, anziché portare i benefici promessi, cala le decisioni dall’alto e Anagni obbedisce.

L’unica speranza di fermare questo impianto resta ora il ricorso delle associazioni e dei comitati cittadini del NO BIODIGESTORE, che il 25 febbraio continueranno la battaglia legale, ormai lasciati soli dal Comune che addirittura ha chiesto di respingere il ricorso, dichiarando di avere interesse alla realizzazione del megaimpianto.

Il peso del silenzio e dell’assenza di trasparenza con cui è stata gestita questa rinuncia è spaventoso. Una scelta politica precisa, di cui l’amministrazione dovrà rispondere, uno per uno, davanti agli elettori”. – Concludono da LiberAnagni.

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