Il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS è stato scelto come primo ospedale in Italia e tra i primi tre centri nell’area EMEA per l’introduzione clinica di Ultreon™️3.0, piattaforma di imaging sviluppata da Abbott e basata su algoritmi di intelligenza artificiale applicati all’OCT coronarica. Il debutto operativo della tecnologia è avvenuto il 30 marzo nella sala di emodinamica della struttura romana, segnando un ulteriore passo avanti nella gestione delle procedure di rivascolarizzazione mediante stent.
Dalla coronarografia all’imaging intracoronarico avanzato
La coronarografia – o angiografia coronarica – rappresenta da decenni l’esame di riferimento per individuare restringimenti o occlusioni delle arterie coronarie, principali responsabili dell’infarto miocardico. La procedura prevede l’introduzione di un catetere in un’arteria periferica, oggi frequentemente quella radiale al polso, fino all’origine delle coronarie. L’iniezione di mezzo di contrasto consente di visualizzare eventuali stenosi causate da placche aterosclerotiche e di pianificare l’eventuale angioplastica con impianto di stent.
Negli ultimi anni, l’angiografia tradizionale è stata affiancata da metodiche di imaging intracoronarico ad alta definizione, tra cui l’OCT (Optical Coherence Tomography). Questa tecnica utilizza luce a infrarossi per ottenere immagini ad altissima risoluzione dell’interno del vaso, permettendo di analizzare in modo dettagliato la morfologia della placca, la presenza di calcio e le caratteristiche della parete arteriosa.
Parallelamente, la valutazione funzionale delle stenosi mediante FFR (Fractional Flow Reserve) ha consentito di misurare l’impatto reale del restringimento sul flusso sanguigno, stimando la caduta di pressione lungo il vaso e aiutando il cardiologo a stabilire se intervenire o meno.
L’integrazione tra morfologia e funzione
Ultreon™️3.0 introduce una novità rilevante: l’integrazione, a partire da una singola acquisizione OCT della durata di circa un secondo, di informazioni morfologiche e funzionali. Il software, dotato di marchio CE dall’11 marzo, è il primo sistema disponibile in Europa in grado di analizzare le immagini OCT e stimare parametri correlati all’impatto funzionale della lesione, analoghi a quelli forniti dalla FFR.
Tradizionalmente, l’analisi morfologica (OCT) e quella funzionale (FFR) richiedevano strumenti e cateteri differenti, con un conseguente aumento dei tempi procedurali e dell’utilizzo di mezzo di contrasto. La nuova piattaforma consente invece di combinare le due valutazioni in un unico passaggio, semplificando il processo decisionale e riducendo, in alcuni casi, la quantità di contrasto necessaria.
Gli algoritmi di intelligenza artificiale elaborano automaticamente le immagini, identificando elementi come il calcio coronarico, il diametro del vaso e l’estensione della placca. Questo supporto tecnologico fornisce al cardiologo indicazioni in tempo reale utili sia per decidere se intervenire sia per pianificare con maggiore accuratezza il posizionamento e l’espansione dello stent.
Maggiore precisione nell’angioplastica
Durante un’angioplastica coronarica, l’obiettivo è ripristinare un flusso sanguigno adeguato attraverso il corretto impianto dello stent, una piccola protesi metallica che mantiene aperta l’arteria. L’analisi avanzata dell’OCT, potenziata dall’intelligenza artificiale, consente di valutare con elevato dettaglio l’aderenza dello stent alla parete vascolare, la sua espansione e l’eventuale presenza di residui di placca o dissezioni, elementi determinanti per il successo a lungo termine della procedura.
La possibilità di ottenere in pochi secondi informazioni integrate su struttura della placca e impatto sul flusso sanguigno rappresenta un’evoluzione significativa verso una cardiologia interventistica sempre più personalizzata e orientata agli esiti clinici.
Un passo avanti nella cura della cardiopatia ischemica
La cardiopatia ischemica, legata nella maggior parte dei casi allo sviluppo di placche aterosclerotiche nelle coronarie, continua a essere una delle principali cause di mortalità nei Paesi industrializzati. Comprendere non solo quanto un’arteria sia ristretta, ma anche la composizione biologica della placca e il suo effetto sulla perfusione del miocardio, è fondamentale per scegliere la strategia terapeutica più appropriata.
L’introduzione di Ultreon™️3.0 consolida il ruolo del Gemelli come centro di riferimento nella cardiologia interventistica, rafforzando l’integrazione tra ricerca clinica, innovazione tecnologica e pratica assistenziale, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e l’efficacia delle procedure di rivascolarizzazione coronarica.