La strategia di coesione territoriale e progettazione comunitaria della provincia di Frosinone compie un decisivo salto di qualità, trasformando il capoluogo ciociaro nel baricentro di un’Area Vasta sempre più strutturata nell’intercettare le risorse di Bruxelles.
Il prossimo 16 settembre 2026 alle ore 15:00, presso la Sala Giunta di Palazzo Munari (in via del Plebiscito n. 1), si riunirà ufficialmente il Comitato dei Sindaci dell’Ufficio Europa convenzionato. All’ordine del giorno dell’assise, convocata ufficialmente dal sindaco di Frosinone Riccardo Mastrangeli, figurano due passaggi chiave per il futuro socio-economico del territorio: l’allargamento formale della rete associata a quattro nuovi enti locali e il varo di un’inedita modalità organizzativa basata sulla solidarietà istituzionale tra i Comuni.
Il primo punto all’ordine del giorno sancisce il successo di un’operazione diplomatica e amministrativa avviata lo scorso febbraio dal consigliere delegato all’Ufficio Europa, Marco Ferrara. Grazie al fitto lavoro di raccordo e alla proposta di ingresso presentata ai territori, l’assise si appresta ad approvare le richieste di adesione formale allo schema di convenzione da parte di altri quattro Comuni ciociari: Guarcino, Strangolagalli, Trivigliano e Vico nel Lazio (7381 abitanti complessivi). Attività promosse anche dalla Commissione consiliare speciale presieduta da Vincenzo Iacovissi.
Da 11 a 15 municipi: entrano Guarcino, Strangolagalli, Trivigliano e Vico
Questi quattro enti si andranno ad aggiungere alla rete associata originaria nata il 28 maggio 2025, che già unisce Frosinone (comune capofila), Alatri, Arnara, Ceccano, Ferentino, Morolo, Patrica, Pofi, Supino, Torrice e Veroli (152893 abitanti). Con questo ampliamento, il comparto sovracomunale blinda un bacino demografico e territoriale di grande portata, prerequisito fondamentale per scalare i bandi europei più competitivi ad accesso diretto.
La crescita della rete ha però sollevato un nodo strutturale tipico dei piccoli enti: la carenza di organico e le oggettive difficoltà burocratiche nel gestire la complessa macchina della progettazione europea. “Come emerge chiaramente dalla bozza della deliberazione del 16 settembre – spiega Ferrara -, il Comitato prenderà atto del rischio di un ‘progressivo disallineamento tra i Comuni associati, penalizzando proprio le realtà che maggiormente necessiterebbero di essere accompagnate’”.
Per superare lo stallo, l’amministrazione Mastrangeli ha inserito in delibera una svolta organizzativa: l’individuazione dei Comuni più strutturati e operativi per svolgere attività di affiancamento e tutoraggio in favore delle realtà più piccole. I “Comuni tutor” supporteranno i borghi minori nella predisposizione degli atti amministrativi, nell’accompagnamento alle fasi di co-progettazione e nella condivisione di buone pratiche già sperimentate, garantendo una collaborazione omogenea in vista delle scadenze più imminenti.
La ricognizione dei progetti: dal Bauhaus di Veroli alla scadenza LIFE
L’atto di ricognizione allegato alla convocazione fotografa un ufficio in piena attività, con una serie di programmi strategici in corso di realizzazione. Partendo dal successo di Veroli. È stata presentata la candidatura ai NEB Prizes Small Boost 2026 per riqualificare e trasformare lo storico complesso de “La Catena” in un polo civico ispirato ai principi del Nuovo Bauhaus Europeo.
Quindi il progetto EPIC (Programma CERV): Il Comune di Frosinone è capofila di una candidatura transnazionale (Town Twinning) che coinvolge tutti i Comuni associati e partner di 9 Paesi europei per lo sviluppo della cittadinanza attiva e inclusiva. Poi URBACT CitySens: Il capoluogo è entrato nella rete dedicata alle soluzioni di mobilità intelligente e monitoraggio della qualità dell’aria tramite sensori, il cui esito di valutazione finale è atteso per il mese di ottobre 2026.
C’è una scadenza ed è quella del 22 settembre (Programma LIFE). Sfruttando l’assistenza tecnica d’eccellenza del progetto SITE (Presidenza del Consiglio dei Ministri), l’Ufficio Europa ha ricevuto il via libera per candidare una proposta progettuale sul bando LIFE, call “Natura e biodiversità”, la cui scadenza punterà al coinvolgimento prioritario dei Comuni associati interessati da specifiche tematiche ambientali.
Il focus sul Parco Fluviale del Cosa: rigenerazione e sostenibilità
A fare da cornice e da volano a questa massiccia mobilitazione euro-progettuale è la recente selezione della proposta progettuale incentrata sul Parco Fluviale del Cosa, un pilastro della pianificazione strategica cittadina promosso con forza anche dal consigliere Marco Ferrara.
Come spiegato dallo stesso Ferrara, questo specifico intervento sul fiume Cosa rafforza in modo netto una strategia complessiva già strutturata dall’amministrazione Mastrangeli. “L’obiettivo è fare del capoluogo il motore di un articolato processo di rigenerazione urbana interamente fondato sulla sostenibilità ecologica, sulla valorizzazione attiva del paesaggio fluviale e sul recupero del ricco patrimonio storico-archeologico della città”.
L’Area Vasta di Frosinone insomma non è più ormai un semplice concetto teorico e s’è trasformata, documenti alla mano, in un ufficio di coordinamento tecnico capace di difendere l’economia e l’ambiente dell’intero comprensorio ciociaro. Un primo passo verso un’aggregazione che offre prospettive di crescita territoriale organica e coordinata. Insomma il resto della provincia segua l’esempio… se può e soprattutto se ha capacità di ragionare in termini di interessi convergenti delle comunità appartenenti a territori omogenei.