Assalti esplosivi ai bancomat, tre colpi in dieci giorni: si segue la pista di una banda specializzata

Sportelli fatti saltare in aria a Cervaro, Esperia e Ceccano. Stessa modalità d’azione, indagini su una banda specializzata

Tre assalti in poco più di dieci giorni, un’unica scia di esplosioni e una metodologia che si ripete con precisione quasi chirurgica. In Ciociaria torna l’incubo della banda dei bancomat, entrata in azione tra il 24 gennaio e il 3 febbraio colpendo istituti di credito a Cervaro, Esperia e, da ultimo, a Ceccano.

L’episodio più recente si è verificato nella notte tra lunedì e ieri, 3 febbraio, a Ceccano. Intorno alle 4.00, ignoti hanno preso di mira la filiale della Banca di Credito Cooperativo di Roma in via Anime Sante. Dopo aver fatto esplodere l’ATM, i malviventi sono riusciti ad asportarne il contenuto, dileguandosi in pochi minuti. Secondo le prime informazioni, ad agire sarebbero stati tre o quattro soggetti, travisati e vestiti di scuro, fuggiti a bordo di una vettura scura, di cui non è stato possibile individuare il modello. La somma di denaro sottratta non è stata ancora quantificata. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Frosinone, che hanno immediatamente avviato le indagini, anche attraverso l’analisi delle immagini di videosorveglianza.

Solo pochi giorni prima, nella notte del 28 gennaio, un’esplosione violentissima aveva squarciato il silenzio a Esperia, svegliando gli abitanti di piazza Consalvo. Nel mirino era finito il bancomat esterno della Banca Popolare del Cassinate. Il boato, avvertito in tutta la zona, aveva generato momenti di paura tra i residenti. L’esplosione aveva interessato un ATM “open”, collocato all’esterno dell’edificio, provocando danni evidenti ma senza compromettere la struttura dell’istituto di credito. Sul posto erano intervenuti i carabinieri della Compagnia di Pontecorvo e i Vigili del Fuoco, che avevano messo in sicurezza l’area.

Il primo colpo della serie risale alla notte del 24 gennaio a Cervaro. Poco dopo le tre, un boato fortissimo aveva svegliato i residenti del centro: il bancomat della Banca Popolare del Cassinate in piazza Casaburi era stato fatto saltare in aria con l’utilizzo di materiale esplosivo. Anche in questo caso l’onda d’urto era stata avvertita a chilometri di distanza. Prima della fuga, i responsabili avevano disseminato lungo la strada chiodi a tre punte, una tecnica utilizzata per rallentare o bloccare l’eventuale inseguimento delle forze dell’ordine.

Elementi che, messi insieme, rafforzano l’ipotesi investigativa di una banda specializzata, capace di agire in pochi minuti, con ruoli ben definiti e modalità operative collaudate. Le indagini dei carabinieri, coordinate tra i diversi territori colpiti, puntano ora a ricostruire i movimenti del gruppo e a individuare eventuali collegamenti tra i tre episodi, che presentano inquietanti analogie.

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