Autonomia differenziata, il fronte del “No” in piazza: centinaia di firme per il referendum

Ad Anagni raccolte centinaia di firme, l’obiettivo delle 500 mila sottoscrizioni già centrato. La UIL andrà avanti fino al referendum

“Stop all’autonomia differenziata, una legge ingiusta e iniqua che avrà come effetto quello di aumentare le disuguaglianze tra i territori. Una battaglia che la UIL sta portando avanti da diversi mesi, attraverso una raccolta firme per richiedere l’indizione di un referendum che dia l’opportunità agli italiani di decidere su ciò che, oggi, è stato imposto dal Governo. – Si legge in una nota del sindacato.

Anche le federazioni della UIL frusinate hanno fornito il proprio prezioso contributo presentandosi in piazza con gazebo informativi. Ad Anagni, in viale Regina Margherita, l’intera Segreteria territoriale della UILTEC, assieme ai Pensionati, ha allestito un point per rendere edotti i cittadini sulla legge e raccogliere le firme”.

“Abbiamo spiegato a tantissimi cittadini – sottolinea il Segretario Territoriale Giuseppe Caccianini – in cosa consiste la legge sull’autonomia differenziata e perché vada necessariamente fermata. In centinaia hanno firmato con convinzione dopo aver ascoltato i sei motivi per i quali occorre dire no: proteggere la scuola e l’unitarietà dell’insegnamento; tutelare la sanità pubblica e universale; garantire l’uniformità dei livelli essenziali di prestazione su tutto il territorio nazionale; difendere i contratti collettivi nazionali di lavoro; rendere l’Italia competitiva a livello mondiale; assicurare un robusto sistema di perequazione”.

Con l’autonomia differenziata, spiega ancora Caccianini “viene dato maggiore potere alle regioni più ricche, affossando i territori in difficoltà e i loro cittadini che, per curarsi, dovranno andare fuori. Questa legge non tutela la salute, non garantisce i livelli essenziali di prestazioni e assistenza e favorisce invece la sanità privata con aggravio di costi per le famiglie, crea disparità nel godimento dei diritti fondamentali a partire dal lavoro, istruzione, sanità, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Mette in discussione i contratti nazionali di lavoro ed i diritti sociali verranno garantiti in modo differente in base alla regione dove si risiede. Il sindacato – conclude Caccianini – costruisce ponti nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini!”.

Ad Anagni sono state raccolte centinaia di firme, l’obiettivo delle 500 mila sottoscrizioni è già stato centrato, la UIL andrà avanti nella battaglia fino al referendum.

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