Borsa della spesa, cosa mettere nel carrello: i migliori prodotti per qualità e prezzo

Novembre mite e produzioni abbondanti, questi i dati: cavoli -24%, finocchi -27%, agrumi dolci e convenienti

Un’altra settimana all’insegna del risparmio con i consigli de La Borsa della Spesa, il servizio realizzato da BMTI e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No Profit, che fornisce indicazioni utili per orientare gli acquisti verso la qualità, la stagionalità e la convenienza dei prodotti agroalimentari freschi.

Nei mercati all’ingrosso italiani novembre si apre con una domanda ortofrutticola piuttosto debole, complice un clima ancora troppo mite per la stagione. Tuttavia, le temperature più calde della media stagionale, hanno favorito la crescita delle colture autunnali, rendendo abbondante l’offerta di ortaggi e determinando un generale calo dei prezzi. È un contesto in cui la disponibilità supera la richiesta e il mercato ne risente in modo evidente.

Questa è la stagione degli agrumi e le clementine, grazie alle temperature più fredde, iniziano a raggiungere un livello qualitativo alto, diventando più dolci. Nonostante ciò, la domanda rimane contratta e le quotazioni all’ingrosso si mantengono basse, dai calibri più piccoli che restano intorno agli 0,60 euro/Kg, fino ai più grandi che arrivano a 1,50 euro/Kg confermando un ribasso generale del 9,6% sia rispetto alla scorsa settimana che allo scorso anno. Si attestano, invece, intorno a 1,80 euro/Kg le clementine di origine calabrese, più apprezzate per sapore e consistenza. Ancora consigliati i melograni, caratterizzati da una buona resa produttiva e da prezzi all’ingrosso che oscillano tra 1,50 e 1,80 euro/Kg. Restano stabili le quotazioni delle castagne. In particolare, le pezzature più piccole sono disponibili all’ingrosso a circa 3,50 euro/Kg mentre, quelle più grandi, intorno ai 5,00 euro/Kg (-6,4% rispetto a dodici mesi fa). Cresce l’interesse per i marroni, sempre più richiesti in questa fase della stagione. Si avvia, invece, alla conclusione la produzione dei cachi, provenienti dall’Emilia Romagna e dalla Campania e con prezzi all’ingrosso medi che vanno da 1,50 euro/Kg, per i frutti più piccoli, fino a circa 2,00 euro/Kg per le pezzature maggiori, confermando una flessione del 3,1% rispetto alla scorsa settimana. Restano stabili i prezzi all’ingrosso delle mele, per le quali è iniziata la vendita di alcune delle varietà più attese dell’autunno, come la Renetta del Canada e la Pink Lady, intorno a 1,70 euro/Kg. La Nicoter si attesta, all’ingrosso, su 1,90 euro/Kg ma un interesse particolare è dedicato alla Kissabel, la cosiddetta “mela fragola” dalle caratteristiche uniche grazie alla sua polpa rossa; un prodotto di nicchia che continua a suscitare curiosità tra i consumatori e che raggiunge prezzi all’ingrosso compresi tra 2,50 e 3,50 euro/Kg.

Anche il comparto degli ortaggi mostra un andamento favorevole per i consumatori. Le abbondanti produzioni stanno trainando al ribasso le quotazioni dei cavoli, con il cappuccio che scende a circa 0,80 euro/Kg (-24,5 rispetto al 2024), la verza sui 0,60 euro/kg (-23,8% in un anno) e il cavolo broccolo intorno a 1,30 euro/Kg (-15,8% rispetto allo scorso anno). Anche la cicoria si conferma molto presente sui banchi e con prezzi all’ingrosso in discesa del 23,2% rispetto ad un anno fa. Nello specifico, la catalogna e le puntarelle scendono sui 0,90 euro/Kg nelle zone di produzione, come il Lazio, mentre nelle altre regioni, le seconde salgono fino a 1,30 euro/Kg. Buono l’andamento dei finocchi, in miglioramento sia per qualità sia per disponibilità, con prezzi scesi sotto 1,00 euro/Kg, confermano un calo del 7% rispetto ad una settimana fa e del 27,2% rispetto al 2024; convenienti anche le bietole, intorno agli 0,80 euro/Kg all’ingrosso (-20,4% rispetto allo scorso anno) e le cime di rapa, con prezzi all’ingrosso medi intorno a 1,40 euro/Kg (-11,9% in un anno).

Nel settore ittico il fermo pesca sul litorale tirrenico lascia ampio spazio ai prodotti pescati nell’Adriatico. Tra le specie più convenienti, questa settimana spiccano le triglie di fango con un prezzo all’ingrosso intorno ai 6,00 euro/Kg, in calo del 18,8% rispetto ad una settimana fa e le mazzancolle, che vanno dai 12,00 euro/Kg, le pezzature medie e i 15,00 euro/Kg, quelle più grandi. Anche le pannocchie sono abbondanti, con prezzi che variano dai 4,00 euro/Kg ai 9,00 euro/Kg, per il prodotto venduto vivo (-20,3% rispetto alla scorsa settimana). Rimangono su livelli particolarmente bassi i prezzi all’ingrosso del cefalo lotregano, intorno ai 2,00 euro/Kg, mentre il bosega si posiziona sui 5,50 euro/Kg. Prezzi convenienti anche per la razza, molto ricercata in questo periodo per zuppe e ricette invernali, con prezzi all’ingrosso tra i 5,00 e i 6,00 euro/Kg. Restano competitivi i prezzi all’ingrosso dei calamari che, pur essendo stati pescati in quantità minori a causa del maltempo di inizio settimana, presentano un prezzo all’ingrosso intorno ai 16,00 euro/Kg.

Per quanto riguarda le carni, il mercato delle avicole resta stabile. La domanda e l’offerta, infatti, risultano in equilibrio e i prezzi all’ingrosso non mostrano variazioni rispetto alla settimana precedente. In particolare, il petto di pollo si mantiene tra 7,90 e 8,20 euro/kg, mentre la fesa di tacchino oscilla tra 9,20 e 9,40 euro/kg. Stabili anche i prezzi all’ingrosso dei quarti posteriori di vitellone, in linea con il tipico trend stagionale che vede una maggiore richiesta di tagli adatti alle cotture lunghe, confermandosi tra i 9,43 e i 9,83 euro/kg.

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