“Prima l’asfalto viene steso, poi nel giro di poco si procede a rimuoverlo e a ripristinare lo stato dei luoghi. È quanto emerge dalle immagini scattate in Via Rivolta, dove nei giorni scorsi è stato effettuato un intervento di bitumatura che — secondo quanto segnalato — avrebbe interessato anche una porzione di terreno di proprietà privata, oltre i limiti della carreggiata comunale”.
Alla luce di quanto accaduto, l’ex sindaco Enzo Perciballi – che rende nota la segnalazione – ha inviato una richiesta formale di chiarimenti al Commissario Straordinario Stefania Galella, chiedendo di fare piena luce su motivazioni, modalità e costi dell’intervento.
Secondo quanto riportato nella richiesta, il proprietario del fondo interessato dall’allargamento della superficie bitumata avrebbe contestato tempestivamente l’occupazione e la bitumatura del terreno privato; a seguito delle doglianze, risulterebbe quindi eseguito un successivo intervento di rimozione del materiale bituminoso e di ripristino dello stato dei luoghi.

«Da candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative, da cittadino responsabile e da chi ha già amministrato il Comune da sindaco, conoscendo bene il valore e l’importanza delle risorse pubbliche, ho chiesto al Commissario di chiarire perché si sia arrivati a una situazione paradossale: prima si mette l’asfalto e poi ci si precipita a toglierlo. È doveroso sapere chi ha deciso, con quali presupposti, con quali costi e come è stato gestito lo smaltimento del materiale rimosso», dichiara Enzo Perciballi.
Le richieste
Nel dettaglio, nella comunicazione indirizzata al Commissario Straordinario si richiede di conoscere:
– le motivazioni e i presupposti tecnici e amministrativi che hanno determinato l’esecuzione dell’intervento di bitumatura;
– il nominativo dell’impresa incaricata dal Comune per l’esecuzione dei lavori;
– i costi complessivamente sostenuti dall’Ente sia per la bitumatura sia per le operazioni di rimozione e ripristino;
– le modalità di smaltimento del materiale risultante dal bitume rimosso.
Le fotografie, inoltre, evidenziano anche un ulteriore elemento: poco distante dal punto interessato dalla contestazione, erano presenti buche e avvallamenti anche al centro della carreggiata, con ristagni d’acqua e manto stradale degradato. Un problema che, secondo quanto sottolineato, meriterebbe la stessa attenzione e urgenza, perché incide direttamente sulla sicurezza della circolazione.
«Quando si interviene su una strada, la priorità dovrebbe essere la sicurezza: buche e dissesti evidenti non possono restare lì, mentre si finisce per asfaltare — e poi rimuovere — un tratto che non rientra nella carreggiata e che risulta addirittura privato. Per questo ho chiesto risposte puntuali: trasparenza e buon senso non sono opzionali», conclude Enzo Perciballi.