Cagnolino muore in clinica, l’odissea di una famiglia: “Nessuna notizia per ore”

Sora - Il cagnolino è stato prelevato a domicilio e condotto in clinica: la famiglia non è certa che abbia ricevuto l'assistenza necessaria

Aggiornamento – In merito al seguente articolo riceviamo e pubblichiamo: “la direzione sanitaria della Clinica Veterinaria Gaia ci tiene a precisare di essere completamente estranea ai fatti narrati nell’articolo, non ha ricoverato il cane in questione e non ha avuto alcun ruolo nella vicenda descritta”. La Redazione, oltremodo, ci tiene a precisare che, come si potrà ben leggere nelle righe che seguono, l’articolo non solo non fa riferimento in alcun modo alla struttura sopra indicata in quanto estranea ai fatti ma non cita neppure il comune in cui ha sede la clinica oggetto della narrazione.

Resta il dolore per la perdita del proprio animale domestico, ma anche la rabbia per una gestione ritenuta inaccettabile. È quanto denunciano i proprietari di un cagnolino di un piccolo centro alla periferia di Sora, morto lo scorso fine settimana dopo un improvviso peggioramento delle sue condizioni.

I primi sintomi, letargia e vomito, si sono manifestati nella giornata di sabato, spingendo i proprietari a condurre l’animale presso una clinica veterinaria di fiducia. Dopo qualche ora di osservazione e opportuna terapia, a detta del veterinario, il cane era stato riaffidato alla famiglia. La mattina seguente, tuttavia, il quadro clinico è nuovamente precipitato. Su indicazione della struttura, un’assistente del dottore si è recata a domicilio per prelevare il cagnolino dall’abitazione e trasferirlo d’urgenza in ambulatorio, per gli accertamenti del caso.

Da quel momento è iniziata quella che i familiari definiscono una vera e propria odissea. Secondo il racconto dei proprietari, sicuri di poter documentare l’accaduto, per tutta la giornata di domenica, tra la mattina e le 17:30, a nulla sarebbero serviti i ripetuti tentativi di contatto telefonico e i messaggi inviati sia alla struttura che al veterinario responsabile, come anche all’assistente, per avere aggiornamenti.

Solo nel tardo pomeriggio il medico avrebbe risposto, comunicando il grave deperimento delle condizioni dell’animale. Quando la figlia della proprietaria ha raggiunto la clinica, il pelosotto era ormai privo di conoscenza e non rispondeva più ad alcun stimolo. Il veterinario ha quindi proceduto con la soppressione per evitargli ulteriori sofferenze, anche se la giovane sostiene che il cane potesse essere già deceduto prima del suo arrivo tanto che la stessa non avrebbe firmato il modulo per il consenso informato.

A far salire la tensione, sempre secondo le testimonianze della famiglia, sarebbe stata anche la reazione del professionista che, di fronte all’insistenza delle chiamate, avrebbe rivendicato il proprio diritto al riposo festivo. Una risposta che ha alimentato lo sdegno dei proprietari, ancora increduli ed in lacrime, i quali spiegano che se fossero stati informati in tempo della gravità della situazione o del fatto che la struttura non avrebbe garantito presidio e assistenza continuativa durante la domenica, ovviamente si sarebbero rivolti altrove o avrebbero scelto di tenere il cagnolino a casa con loro, per accompagnarlo con tutto l’affetto necessario fino all’ultimo momento. *Foto generica

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Sara Pacitto
Sara Pacitto
Sara Pacitto, giornalista pubblicista, da 8 anni collabora con diversi quotidiani digitali, tra le più prestigiose testate giornalistiche della provincia, corrispondente per la cronaca locale, politica, attualità, salute, approfondimenti. Ha curato le Pubbliche Relazioni per alcuni importanti eventi come anche è stata Responsabile della Comunicazione per conferenze e convegni ed in occasione di Campagne Elettorali.

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