Caldo e notti tropicali, calo del desiderio e possibili effetti sulla fertilità maschile: l’allarme degli esperti

Il caldo intenso, la disidratazione e la stanchezza possono determinare un calo della libido e una riduzione dell’efficienza sessuale

Le temperature elevate anche durante la notte possono incidere sul benessere sessuale degli uomini e avere conseguenze sulla qualità degli spermatozoi nei mesi successivi. A rilanciare il tema, in un approfondimento dell’agenzia DIRE, è il professor Claudio Giorlandino, direttore scientifico dell’Istituto di Ricerca Altamedica e presidente della SIDIP, Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale.

Il problema riguarda in particolare le cosiddette “notti tropicali”, quelle in cui il caldo non concede tregua nemmeno dopo il tramonto. In queste condizioni il corpo fatica a disperdere il calore accumulato durante il giorno e il riposo notturno può risultare compromesso. Una situazione che può avere ripercussioni anche sulla salute sessuale e riproduttiva maschile. Il testicolo, infatti, necessita di una temperatura più bassa rispetto a quella interna del corpo per svolgere correttamente la propria funzione. L’esposizione prolungata al caldo, dunque, può rappresentare un fattore di stress per il sistema riproduttivo.

Gli effetti più immediati riguardano soprattutto il desiderio sessuale e la performance. Il caldo intenso, la disidratazione, la stanchezza e il sonno disturbato possono determinare un calo della libido e una riduzione dell’efficienza sessuale. Non si tratterebbe, secondo l’esperto, di una diminuzione improvvisa del testosterone, quanto piuttosto della conseguenza di un insieme di fattori legati all’eccessivo stress fisico provocato dalle alte temperature.

Diverso è il discorso per la fertilità. Gli effetti del caldo sulla produzione degli spermatozoi, infatti, potrebbero manifestarsi con un certo ritardo. Il processo di produzione degli spermatozoi richiede circa tre mesi: questo significa che eventuali alterazioni determinate dallo stress termico estivo potrebbero diventare evidenti soltanto più avanti, tra la fine dell’estate e l’autunno.

Il calore può influire sulla qualità del liquido seminale, sulla concentrazione e sulla motilità degli spermatozoi, oltre a favorire fenomeni di stress ossidativo e possibili alterazioni del DNA spermatico. Secondo quanto riferito nell’approfondimento della DIRE, alcuni studi internazionali hanno evidenziato, dopo periodi di caldo particolarmente intenso, riduzioni anche significative di alcuni parametri legati alla fertilità maschile. A questo si può aggiungere una temporanea diminuzione del volume del liquido seminale, spesso collegata alla disidratazione. Un effetto che, da solo, può essere transitorio, ma che rappresenta comunque un ulteriore elemento da considerare durante le ondate di calore.

La buona notizia è che gli effetti del caldo sulla fertilità maschile sarebbero generalmente reversibili. Una volta ristabilite condizioni di temperatura più favorevoli, il recupero della normale produzione degli spermatozoi può avvenire nell’arco di un intero ciclo di spermatogenesi, quindi in circa tre mesi.

Gli esperti consigliano quindi di prestare particolare attenzione all’idratazione, garantire un adeguato riposo notturno e limitare, quando possibile, l’esposizione prolungata ad ambienti eccessivamente caldi. Una particolare cautela viene suggerita anche alle coppie che stanno cercando una gravidanza o affrontando un percorso di procreazione medicalmente assistita, soprattutto nei periodi caratterizzati da temperature eccezionalmente elevate. Perché, con le notti tropicali sempre più frequenti, il caldo non è soltanto una questione di disagio: può diventare anche un fattore da tenere in considerazione per la salute sessuale e riproduttiva.

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