Legati a catene troppo corte, senza acqua né cibo, esposti al freddo e alla pioggia. È l’immagine drammatica emersa dalle indagini che hanno portato alla condanna di un cittadino cassinate per maltrattamento di animali, pronunciata dal giudice per le indagini preliminari di Cassino, Domenico Di Croce.
L’uomo è stato riconosciuto responsabile di aver abbandonato e detenuto due cani meticci di media taglia in condizioni di estrema sofferenza. I veterinari della Asl, intervenuti durante un’ispezione, hanno riscontrato un grave stato di malnutrizione e un evidente deperimento funzionale degli animali.
Determinante l’attività investigativa della Polizia Locale di Cassino, coordinata dal comandante Giuseppe Acquaro. Il giudice ha inflitto una pena di sei mesi di reclusione, ridotta a quattro mesi grazie all’accordo tra difesa e Procura per l’applicazione della pena.
I due cani, già sottratti alle cure dell’imputato durante le indagini preliminari, erano stati affidati all’Ente Nazionale Protezione Animali. Con la sentenza è stata disposta la confisca definitiva, garantendo così agli animali una tutela stabile e adeguata.
Nelle motivazioni, il giudice ha evidenziato il valore educativo e dissuasivo della condanna, auspicando che essa rappresenti un monito non solo per l’imputato – incensurato e per questo ammesso al beneficio della sospensione condizionale della pena – ma anche per tutti coloro che decidono di adottare un animale senza poi garantirgli cura, rispetto e dignità.
Un richiamo chiaro: gli animali non sono oggetti e la legge interviene a loro tutela quando vengono traditi fiducia e responsabilità.