La situazione delle carceri della provincia di Frosinone continua a destare forte preoccupazione. A lanciare l’allarme è la Fns Cisl Lazio, che evidenzia come gli istituti penitenziari del territorio stiano affrontando contemporaneamente il problema del sovraffollamento e una significativa carenza di personale di Polizia Penitenziaria.
Secondo i dati diffusi dal sindacato, nelle strutture della provincia sono attualmente presenti 892 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 874 posti, con un’eccedenza di 20 persone. Una situazione che, secondo la Fns Cisl, contribuisce a rendere sempre più complessa la gestione quotidiana degli istituti e ad aggravare le condizioni di lavoro del personale.
A pesare ulteriormente sul sistema è la mancanza di agenti. Nella provincia di Frosinone si registra infatti una carenza complessiva di 55 unità di Polizia Penitenziaria: 22 in meno nella casa circondariale di Cassino, 31 nella casa circondariale di Frosinone e 2 nella casa di reclusione di Paliano. Il quadro regionale appare ancora più critico, con una scopertura che sfiora le 500 unità. In alcuni istituti, inoltre, il ruolo degli ispettori risulta sottodimensionato fino al 60 per cento rispetto agli organici previsti.
La situazione del Lazio è fotografata anche dai dati relativi alla popolazione detenuta. Nei 14 istituti penitenziari della regione risultano reclusi 6.917 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 5.316 posti. Il saldo è quindi di 1.601 detenuti in più rispetto alla disponibilità prevista. I numeri sono stati elaborati dalla Fns Cisl sulla base dei dati pubblicati dal Ministero della Giustizia e aggiornati al 31 maggio 2026.
Per il sindacato, il sovraffollamento rappresenta non soltanto un problema per la gestione della popolazione detenuta, ma anche una criticità che incide direttamente sulla sicurezza e sull’organizzazione del lavoro all’interno degli istituti. Da qui la richiesta alle autorità competenti di adottare misure concrete sia per colmare le carenze di organico sia per rivedere le dotazioni organiche degli istituti interessati da ampliamenti strutturali.
«Solo superando il sovraffollamento – sottolinea la Fns Cisl Lazio – sarà possibile tornare a controllare in maniera adeguata chi realmente deve stare in carcere». Il sindacato evidenzia inoltre come la differenza tra il personale previsto e quello effettivamente in servizio stia generando un forte squilibrio operativo, con carichi di lavoro sempre più gravosi e un rapporto detenuti-agente ritenuto non sostenibile.
La conseguenza, secondo la sigla sindacale, è un aumento dei rischi professionali e dello stress lavorativo per il personale penitenziario, chiamato quotidianamente a garantire sicurezza e ordine in condizioni sempre più difficili.
Per questo la Fns Cisl Lazio chiede interventi immediati e correttivi strutturali, ribadendo la necessità di una riforma complessiva del sistema penitenziario. L’obiettivo è consentire agli agenti di Polizia Penitenziaria di operare in ambienti più sicuri e adeguati alle esigenze attuali. «La sicurezza nei luoghi di lavoro – conclude il sindacato – non è un privilegio, ma un diritto fondamentale».