Nelle carceri del Lazio aumenta la carenza di personale di Polizia Penitenziaria: si è passati dalle 565 unità mancanti di un mese fa alle attuali 607 unità. Permane inoltre un grave sovraffollamento, pari a 1.325 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare, secondo i dati pubblicati dal sito del Ministero della Giustizia.
Attualmente, nei 14 istituti della regione Lazio, il sovraffollamento risulta essere di 1.325 detenuti, considerando che i reclusi sono complessivamente 6.637 (dato estrapolato dal sito del Ministero della Giustizia e aggiornato al 05.01.2026), a fronte di una capienza regolamentare prevista di 5.312 posti. A tornare sulla questione è il Segretario Generale Fns Cisl Lazio Massimo Costantino.
Gli istituti più sovraffollati
- NC CC Rieti: detenuti presenti 519, rispetto alla capienza regolamentare di 295 (+224)
- NC CC Civitavecchia: detenuti presenti 611, rispetto alla capienza regolamentare di 358 (+223)
- NC CC Rebibbia: detenuti presenti 1.651, rispetto alla capienza regolamentare di 1.171 (+480)
- NC Velletri: detenuti presenti 580, rispetto alla capienza regolamentare di 412 (+168)
- CC Viterbo: detenuti presenti 703, rispetto alla capienza regolamentare di 440 (+263)
Gli istituti che soffrono maggiormente la carenza di personale
- NC Rebibbia: previsti 782, presenti 610 (carenza circa 22%)
- CC Velletri: previsti 275, presenti 211 (carenza circa 23%)
- CC Viterbo: previsti 330, presenti 258 (carenza circa 22%)
- CC Cassino: previsti 142, presenti 110 (carenza circa 22%)
- CR Civitavecchia: previsti 41, presenti 42 (dato comunque critico per i carichi di lavoro)
I restanti istituti presentano una carenza media intorno al 20%, ad eccezione della CC di Latina, che risulta attualmente al completo.
In totale, nella regione Lazio sono previste 3.418 unità di Polizia Penitenziaria, mentre quelle effettivamente in servizio sono 2.811: mancano dunque 607 unità, pari a circa il 18%.
In questi giorni si registrano gravi criticità anche presso l’IPM “Casal del Marmo” di Roma, dove si è costretti a ricorrere a personale proveniente da altre sedi per coprire le esigenze operative. Mancano ispettori e circa 10 agenti uomini. La situazione risulta peggiorata anche presso il CPA di Roma, dove la carenza arriva a circa il 40%. Non è condivisibile l’impiego di personale degli Uffici di esecuzione penale esterna, poiché si utilizzano modalità discutibili che ledono le norme contrattuali. Occorre implementare la dotazione organica, non comprimere i diritti del personale.
Negli istituti penitenziari della regione Lazio, solo per citare alcuni eventi delle ultime settimane, si sono registrati i seguenti episodi critici:
- Lunedì 22 dicembre, un detenuto è deceduto nel carcere di Cassino. L’istituto ha una capienza regolamentare di 200 posti, ma quelli effettivamente disponibili sono 90, mentre i presenti sono 170 detenuti.
- Venerdì 26 dicembre, un agente è stato aggredito presso l’Istituto Penale Minorile “Casal del Marmo” di Roma, riportando 17 giorni di prognosi. Attualmente si registrano circa 57 minori presenti. Secondo quanto appreso, circa 20 detenuti, vestiti di arancione e con il volto coperto da kefiah, avrebbero creato disordini.
- Sempre venerdì 26 dicembre, un detenuto di nazionalità tunisina della CR Rebibbia ha ingerito 4 accendini e 2 batterie e, il giorno successivo, ha creato disordini. Solo grazie alla professionalità del personale si è riusciti a risolvere la criticità.
- Sabato 27 dicembre, un detenuto di origine marocchina del NC CC Rebibbia ha aggredito un agente, procurandogli la frattura del naso con 20 giorni di prognosi. L’aggressione è avvenuta intorno alle 13.30 nel reparto G9 per futili motivi.
Attualmente l’istituto di Rebibbia ospita 1.655 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.171. Le celle sovraffollate, spesso con spazi insufficienti, impediscono lo sviluppo di percorsi trattamentali efficaci. La carenza di personale è di circa 200 unità: dovrebbero essere previste 782 unità di Polizia Penitenziaria. Questa discrepanza crea uno sbilanciamento grave sul personale in servizio, costretto a carichi di lavoro eccessivi, con un numero di detenuti per agente non sostenibile, aumentando rischi e stress lavorativo.
La situazione di sovraffollamento produce ulteriori criticità: in caso di piantonamenti, il servizio viene purtroppo “affidato” ai reparti detentivi già in sofferenza, invece che ai nuclei traduzioni. Le poche unità arrivate dal 185° corso non sono sufficienti. La situazione peggiorerà ulteriormente con le nuove aperture previste (Civitavecchia NC, CC Viterbo).
Per la FNS CISL Lazio occorre migliorare le condizioni di lavoro del personale penitenziario, garantire l’applicazione completa delle norme contrattuali e aumentare le risorse umane sia negli istituti per adulti che in quelli minorili, per alleggerire il carico di lavoro sugli agenti e assicurare standard dignitosi per i detenuti, in linea con i principi costituzionali e il rispetto dei diritti umani.
È necessario un intervento immediato per affrontare criticità che minano la sicurezza collettiva e il benessere dei lavoratori. Occorre compensare le perdite di personale, completare gli organici e garantire un numero di agenti sufficiente a mantenere sicurezza e operatività degli istituti.
Per la FNS CISL Lazio servono urgentemente correttivi per evitare il ripetersi di tali situazioni e si ribadisce la necessità di un cambiamento del sistema penitenziario, affinché gli agenti di Polizia Penitenziaria possano lavorare in un ambiente più sicuro.