Dopo il lungo weekend di Pasqua, un inizio settimana scandito dalle preoccupazioni legate all’emergenza carburante, un’emergenza sicuramente dettata dalle difficoltà per gli approvvigionamenti ed i costi, particolarmente elevati in questi ultimi giorni. Una situazione non solo internazionale, che impegna chi ci governa ad ipotizzare e valutare quali possano essere i rischi nel futuro prossimo.
Una tensione che non mette in allerta esclusivamente chi si sposta “a terra”, è allarme anche nei cieli mondiali: la condizione accomuna l’intero sistema del trasporto aereo globale, nessuno si sbilancia sulle effettive scorte del jet fuel, ovvero del carburante per aviazione, ma i contingentamenti sono già in corso.
Nella nostra nazione la scorsa settimana la “Air BP Italia” ha comunicato difficoltà su quattro scali: Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia, specificando che le limitazioni, almeno fino al 9 aprile, non equivalgono ad un blocco operativo generale. Ad oggi sono diverse le compagnie che studiano restrizioni, con inviti a controllare il carburante nel serbatoio prima di ripartire dagli scali precedenti. Una fase di pre-allarme con una gestione prudente delle scorte che inevitabilmente genera un clima di incertezza. Il riflesso? Pare sia già minata la stagione turistica alle porte.
Intanto “sul suolo” la spesa per benzina, gasolio, GPL e metano continua a salire nonostante le iniziative del nostro governo mirate a calmierare i prezzi. C’è da dire, inoltre, che molti gestori approfittano del marasma per speculare sulle spalle dei consumatori.
Numerose le segnalazioni nelle ultime ore, da diverse province italiane, sull’impossibilità di rifornirsi alle pompe a causa del “carburante esaurito”. In particolar modo le ENI Station sono state letteralmente prese d’assalto in virtù dei “prezzi bassi” rispetto ai colleghi: mentre negli altri distributori i tabelloni a led riportavano cifre in aumento, già venerdì ENI ha bloccato i numeri con il diesel, per esempio, a 1,999 euro a litro. Nel pomeriggio di ieri carburante terminato in alcune stazioni della provincia tra cui Isola del Liri, Frosinone, Fiuggi.
Come già scritto, l’aumento del costo del rifornimento ai distributori non riguarda la sola provincia di Frosinone: i prezzi del carburante macinano record negativi sull’intera rete nazionale, con una media che ha toccato i 2,15 per il diesel. Se guardiamo oltreconfine, la Svizzera viene a fare il pieno in Italia, in Germania il diesel sta a 2,44 mentre la benzina a 2,15 euro per litro, in Grecia la benzina sopra i 2 euro già da settimane, nelle grandi città asiatiche sia diesel che benzina hanno superato i 3 euro a litro.