La FP CGIL Frosinone Latina chiede ai Comuni della provincia di Frosinone e alla Provincia di Frosinone di valutare con urgenza un’estensione più ampia del lavoro agile per tutte le attività che non richiedano necessariamente la presenza fisica in sede, in coerenza con la linea già espressa dalla FP CGIL nazionale e con le indicazioni europee richiamate anche nella nota già trasmessa agli Enti Locali delle Provincie di Frosinone e Latina.
Una posizione netta, che arriva in un momento segnato dall’aumento dei costi energetici e dal rincaro dei carburanti, con ripercussioni dirette sul personale della pubblica amministrazione. “L’aumento del costo dei carburanti e la pressione sui mercati energetici — dichiara Maria Carmen Falstaffi, Segretaria provinciale FP CGIL Frosinone Latina — stanno scaricando ancora una volta i loro effetti sulle lavoratrici e sui lavoratori pubblici, che ogni giorno garantiscono servizi essenziali ai territori. In una fase come questa, il lavoro agile non può essere letto come un favore, ma come uno strumento concreto di tutela, di buon senso e di responsabilità organizzativa”.
Secondo la FP CGIL Frosinone Latina, la scelta di ampliare il ricorso allo smart working, ove compatibile con le attività da svolgere, consentirebbe di ridurre gli spostamenti quotidiani, alleggerire il peso economico che grava sul personale e contribuire anche a un contenimento dei consumi energetici delle sedi pubbliche.
Il sindacato richiama anche un tema più ampio, legato alla tenuta salariale dei dipendenti pubblici. “C’è poi un dato politico e sindacale che non può essere ignorato — prosegue Falstaffi — lavoratrici e lavoratori arrivano già da un contratto con aumenti assolutamente insufficienti, tanto che la FP CGIL ha scelto di non sottoscriverlo. Se a salari già inadeguati si sommano il caro carburanti, l’aumento del costo della vita e le spese per raggiungere il posto di lavoro, è evidente che il problema diventa pesantissimo, soprattutto negli enti locali”.
Per la FP CGIL Frosinone Latina, in questa fase è quindi necessario che le amministrazioni locali assumano una posizione attenta e concreta, limitando la presenza in sede ai soli servizi indifferibili e favorendo invece, dove possibile, modalità di lavoro più sostenibili.
“La Segreteria chiede ai Comuni del territorio e alla Provincia di Frosinone di affrontare questa questione con tempestività e sensibilità istituzionale. Difendere il potere d’acquisto di chi lavora nel pubblico significa anche difendere la qualità e la continuità dei servizi resi alle cittadine e ai cittadini”.