“La città di Cassino, nella complessa geografia economica e politica del Lazio meridionale, ha avuto sempre un ruolo di primo piano. A questa città sono legate le sorti e le prospettive dell’intero territorio. È anche per questo che bisogna essere particolarmente preoccupati per il momento delicato e difficile che sta vivendo il territorio dal punto di vista economico e sociale”, la sottolineatura viene da Francesco Di Giorgio, studioso e storico locale, nonché indimenticato segretario dei metalmeccanici Fiat negli anni di piombo. È l’autore del libro “Dalla Fiat a Stellantis. 50 anni di evoluzione sociale ed economica del Lazio meridionale“.
- – Qual è il punto?
“Girando per le strade di Cassino non possono sfuggire i numerosi cartelli affissi alle abitazioni e ai negozi vuoti con le scritte ‘vendesi’, ‘affittasi’. È un indizio evidente della crisi che da temporanea si palesa irreversibile. Non depone bene la postura assunta dalle autorità amministrative locali e dalle forze politiche e sociali di fronte a tutto ciò”.
“Sindacati in ritardo, politica presa solo dai temi partitici”
- – Partiamo dai sindacati, che forse avrebbero dovuto mobilitarsi prima.
“I sindacati, mobilitano i lavoratori solo e soltanto alla vigilia del voto referendario anteponendo la concretezza dei problemi agli scenari più ampi che, benché importanti, poco sono utili ad incidere sulle sorti dell’economia locale. Ma non parlo solo delle organizzazioni dei lavoratori”.
- – Il resto della “classe dirigente”?
“Il sindaco di Cassino e la sua giunta, fortemente proiettati sulle questioni di assetti interni ai partiti di appartenenza, lasciano nel limbo le gravi problematiche sulla tenuta economica e produttiva della città e del territorio. Né la sporadica convocazione della Consulta dei sindaci sul tema Stellantis può ritenersi risolutiva di un concreto e continuo impegno su questo fronte”.
“Avvertiti” da Eugenio Peggio ad Amandola, fino a Paolo VI
- – Un territorio desolantemente assente di fronte al crollo automotive…
“Dopo cinquanta anni di benessere economico assicurato dalla Fiat, oggi scontiamo le miopie e i ritardi della politica locale di fronte ai problemi della economia del territorio. Eppure in tempi non sospetti autorevoli interventi richiamavano la necessità di accompagnare l’industrializzazione con una corretta diversificazione. Eugenio Peggio del Centro Studi di Politica Economica diretto da Giorgio Amendola, in un convegno a Cassino ebbe a dire: ‘la Fiat vi porterà ricchezza e benessere, ma guai a impiccarsi ad una sola azienda per quanto importante sia, la diversificazione produttiva è la via maestra per il futuro'”.
“Lo stesso Giorgio Amendola in un convegno a Roma dove si discuteva del tema degli indennizzi ai contadini espropriati delle terre destinate alla costruzione degli stabilimenti Fiat ebbe a dire: ‘il problema non è la quantità di denaro destinato agli indennizzi, la questione vera è la collocazione lavorativa di questi contadini che perdono le loro fattorie; più in generale il problema è come si implementa una rigorosa politica economica che accompagni l’industrializzazione Fiat con altre attività produttive a cominciare da una agricoltura moderna e remunerativa’”’.
- – Ci sono stati altri “avvertimenti” autorevoli?
“Addirittura papa Paolo VI, in visita ad Aquino complimentandosi con l’operoso popolo del cassinate, ammonì a non dimenticare ‘la bellezza dei campi’. Malgrado questi ammonimenti, a distanza di tanti anni dobbiamo prendere atto di una dura realtà che l’autorevolezza degli studi della Banca d’Italia ci mette di fronte: ‘il sistema locale del lavoro di Cassino presenta uno dei più elevati livelli di esposizione alla filiera automotive a livello nazionale’. Questo significa che la sfida che abbiamo davanti non consiste soltanto nel difendere ciò che esiste, ma nel costruire le condizioni affinché possano nascere nuove traiettorie di sviluppo”.
Le parole asfittiche del ceo Filosa sul sito di Piedimonte
- – E siamo alla domanda decisiva di cosa ne sarà di questo territorio del Cassinate e del Lazio meridionale.
“Che sia una sfida delicata e difficile si evince anche dai voli pindarici che Stellantis ci propina giornalmente. L’ultima uscita di Filosa, amministratore delegato del Gruppo, è indicativa: ‘Cassino non è in vendita, Maserati non è in vendita. Prima di dicembre porteremo novità importanti con partnership di sviluppo. Nel 2027 introdurremo la nuova Maserati Grecale e nei prossimi mesi inizieremo a lavorare su serie speciali e l’introduzione di due nuove ammiraglie che evocano ricordi bellissimi. Con il mio team sono in negoziazione con due partner e stiamo scegliendo su quale contare’. Della serie: nulla di concreto e certo sotto il sole”.
- – La sua conclusione?
“C’è abbondante materia per il sistema degli Enti locali e delle forze politiche e sociali per uscire dalla modalità di attesa, e imboccare la strada dell’assunzione di responsabilità diretta anche su tematiche economiche. Del resto l’avvento delle Regioni nel 1970 significò anche questo: l’inaugurazione di un approccio dal basso della programmazione sugli assetti socio economici del territorio”.