Cassino Calcio 1924, la Fede scende in campo: a Montecassino lo sport diventa comunità

Benedizione per la società, la prima squadra e i bambini della Scuola Calcio. Dom Fallica: «Valorizzare le fragilità e trasformarle in forza»

Ci sono mattine che vanno oltre il calcio. Mattine in cui una squadra sale su un monte e, prima ancora di prepararsi a una nuova stagione, riscopre le proprie radici, la propria identità e il significato di essere comunità. È accaduto a Montecassino, dove il Cassino Calcio 1924 ha vissuto la benedizione di inizio stagione nella cornice dell’Abbazia, aprendo ufficialmente i Progetti di Territorio 2026/2027, il programma con cui la nuova proprietà intende rafforzare il legame tra il club e la vita civile, sociale e culturale della città.

Dallo stadio Salveti è partita una colonna di auto diretta verso il Sacro Monte. A bordo c’erano la società, la prima squadra, lo staff tecnico e i bambini della Scuola Calcio, tutti in biancoazzurro. Per molti dei più piccoli era la prima volta all’Abbazia. Una prima volta speciale, vissuta con lo stupore di chi comprende di trovarsi in un luogo che appartiene alla storia di Cassino e che, da quindici secoli, rappresenta un punto di riferimento spirituale e culturale ben oltre i confini della città.

Ad accogliere la delegazione, nel Chiostro del Bramante, è stato l’Abate Dom Luca Fallica, 193° successore di San Benedetto. Ed è proprio dalle parole dell’Abate che la mattinata ha trovato il suo significato più profondo: quello di uno sport capace di diventare strumento di incontro, crescita e formazione.

Il calcio come metafora della vita. Padre Abate ha scelto di parlare ai ragazzi utilizzando il linguaggio che conoscono meglio: quello del calcio. Da lì ha tratto tre immagini, semplici ma potenti. La prima è l’inversione di campo. Per raggiungere l’altra metà del terreno di gioco, ha spiegato, bisogna avere il coraggio di uscire dal proprio spazio e incontrare quello dell’altro. Una metafora particolarmente significativa in una società fatta di culture, lingue, etnie e storie differenti.

Il calcio, dunque, non è soltanto competizione. È soprattutto incontro. La seconda immagine riguarda il piede, la parte del corpo che nel calcio diventa essenziale proprio perché, nella vita quotidiana, è meno abile delle mani. «Valorizzare le nostre fragilità, lavorarci sopra e trasformarle in punti di forza»: è questo uno degli insegnamenti consegnati dall’Abate ai calciatori e ai bambini. Infine, la squadra. Il valore dello stare insieme, della contaminazione positiva, della capacità di entrare nel campo degli altri senza rimanere confinati nel proprio. Un messaggio che vale per lo sport, ma anche per la vita: una squadra, prima ancora di vincere una partita, deve imparare a giocare insieme.

La benedizione e quella maglia che racconta Cassino. Le parole di Padre Abate sono state ascoltate nel silenzio attento dei calciatori e dei bambini della Scuola Calcio. Poi è arrivato il momento della benedizione di inizio stagione, prima della consegna della nuova maglia biancoazzurra con l’immagine dell’Abbazia sul fronte.

Un simbolo che unisce idealmente due luoghi: il Salveti e il Sacro Monte, il campo da gioco e il luogo della spiritualità, la quotidianità dello sport e la storia millenaria di Cassino. Anche il motto scelto dal club per la stagione, “Succisa virescit”, assume in questo contesto un significato particolare. È il motto dell’Abbazia: recisa, rifiorisce. Quattro distruzioni e altrettante ricostruzioni hanno segnato la storia di Montecassino. Una storia di cadute e rinascite che diventa metafora anche per una squadra chiamata, ogni anno, a ripartire, crescere e costruire il proprio futuro.

«Sapere cosa rappresentiamo quando indossiamo questa maglia». Alla mattinata hanno partecipato il sindaco di Cassino Enzo Salera e il consigliere comunale Rosario Iemma, a testimonianza di un legame tra istituzioni, territorio e società sportiva che vuole andare oltre la semplice dimensione agonistica.

Presenti anche i vice presidenti Ezio Perciballi, Walter Palombi e Benito Coppola, quest’ultimo anche Team Manager, il direttore generale Luigi Lunghi, Andrea Vizzaccaro per i rapporti istituzionali, Francesco e Claudio Iemma per il settore giovanile e l’intero staff tecnico guidato da mister Davide Mancone.

A curare l’organizzazione e il rapporto con l’Abbazia è stata la responsabile dell’Area Comunicazione Elena Varriale, trait d’union tra comunità monastica, società, squadra e bambini. Per il club ha preso la parola Andrea Vizzaccaro, sottolineando come questa iniziativa rappresenti soltanto il primo passo di un percorso più ampio: «Questo è solo il primo dei progetti sociali che il Cassino Calcio 1924 metterà in campo nel corso della stagione. Vogliamo costruire un rapporto diretto con il territorio, non occasionale». Poi l’invito a Dom Luca Fallica: una domenica al Salveti, a tifare Cassino. L’Abate ha accettato con piacere. Un appuntamento che ora entra idealmente nel calendario della stagione.

Anche mister Davide Mancone ha voluto sottolineare il valore dell’esperienza: «Ciascuno di noi, nella squadra e nella società, deve avere chiaro in mente cosa è Cassino, cosa è l’Abbazia sul Sacro Monte, e cosa rappresentiamo quando indossiamo la maglia biancoazzurra».

Dalla vetta al campo: la Fede come parte del percorso. Prima di lasciare l’Abbazia, la fotografia sulla scalinata ha immortalato una quarantina di persone in biancoazzurro, insieme, sotto il cielo di agosto.

Poi il ritorno a valle, al Salveti. Là dove tutto era cominciato e dove il lavoro riprende, in vista dell’esordio nel campionato di Eccellenza Lazio 2026/27, fissato per il 6 settembre. La salita a Montecassino, però, non è stata una semplice visita. È stata una tappa di un percorso nel quale sport e Fede si incontrano, con lo sport chiamato a trasmettere valori che vanno oltre il risultato: rispetto, sacrificio, inclusione, solidarietà, capacità di stare insieme e di trasformare le proprie fragilità in risorse.

Perché una stagione può iniziare con una preparazione atletica, una partita o un nuovo progetto. Quella del Cassino Calcio 1924 è iniziata da un luogo che invita alla riflessione e alla rinascita. Da Montecassino, si vede lontano. E forse è proprio questo il senso più autentico di quella salita: imparare a guardare più lontano del risultato, più lontano del singolo, più lontano della partita.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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