Castrocielo – Blitz in via San Liberatore, sigilli al cantiere dell’antenna 5G: cosa è successo

Cantiere sequestrato e atti in Procura: ecco perché l’antenna 5G di Castrocielo è finita sotto sequestro nonostante il via libera del TAR

Fine dei giochi, almeno per ora. In via San Liberatore a Castrocielo, dove il silenzio della campagna avrebbe dovuto far spazio ai motori dei cantieri per la nuova antenna 5G della Vodafone, sono arrivati invece i sigilli. Nella giornata di ieri, un sopralluogo congiunto tra l’Ufficio Tecnico, la Polizia Locale e i Carabinieri di Aquino ha portato al sequestro preventivo dell’area.

Il motivo? Non si tratterebbe solo di una battaglia di carte bollate. I tecnici hanno riscontrato “gravi difformità”: in parole povere, quello che si stava costruendo sul campo non corrispondeva a quanto dichiarato nei progetti sulla carta. Una discrepanza che ha spinto le autorità a fermare tutto e a inviare i documenti in Procura.

La vicenda assomiglia sempre di più a un duello tra un piccolo Comune e i giganti delle multinazionali. Da un lato ci sono le società della telefonia che, forti dei fondi del PNRR e di leggi nazionali che velocizzano i lavori per la rete internet veloce, hanno ottenuto dal Tribunale Amministrativo (TAR) il via libera all’installazione. Dall’altro c’è il Comune di Castrocielo, che da mesi cerca di spiegare che quel terreno, a ridosso del canale “Fosso Mastro”, non è il posto giusto.

L’amministrazione comunale, capeggiata dal sindaco Gianni Fantaccione, non ne fa una questione di “tecnologia”, ma di sicurezza e rispetto. Il sito scelto si trova infatti in una zona delicata dal punto di vista idrogeologico (rischio frane o allagamenti) e vicino a aree di interesse archeologico e paesaggistico. Il Comune aveva provato a offrire alla Vodafone dei terreni alternativi, magari meno impattanti per la vista e più sicuri per l’ambiente, ma si è trovato davanti a un muro di gomma: nessuna risposta.

Il tribunale aveva dato ragione all’azienda basandosi su un cavillo: il “silenzio-assenso”. In pratica, se il Comune non risponde entro un certo tempo, la domanda si considera accettata. Ma il Comune non è stato zitto: ha prodotto centinaia di pagine di documenti, ha chiesto integrazioni e ha spiegato che in zone così delicate i tempi della burocrazia devono lasciare spazio alla prudenza.

Con il sequestro di ieri, la situazione si congela. Mentre i legali studiano le prossime mosse per ribaltare la sentenza del TAR, il cantiere resta fermo sotto i sigilli dei Carabinieri. L’Amministrazione ha voluto mandare un messaggio chiaro ai cittadini: la tutela della sicurezza e del paesaggio di Castrocielo viene prima delle tabelle di marcia delle multinazionali. La partita è ancora aperta, ma per ora, in via San Liberatore, le ruspe restano spente.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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