Ceccano, il Collettivo 2030 presenta mozione per il riconoscimento dello Stato di Palestina

"Riteniamo fondamentale una presa di posizione netta, anche a livello locale, contro quello che sta accadendo"

Il collettivo Ceccano 2030 ha depositato in Comune una proposta di mozione con cui chiede all’amministrazione di approvare un atto formale di riconoscimento dello Stato di Palestina. L’iniziativa arriva alla luce della drammatica situazione in corso a Gaza.

“Restando ferma la condanna nei confronti degli atti terroristici compiuti da Hamas, il collettivo ritiene tuttavia ingiustificabile e inaccettabile la risposta del governo israeliano guidato da Netanyahu, che costituirebbe – si legge nel documento – una costante e palese violazione del diritto internazionale e delle convenzioni in materia di tutela dei diritti umani.

Siamo consapevoli che un simile riconoscimento da parte di un ente comunale non potrà da solo fermare le violenze, ma riteniamo fondamentale una presa di posizione netta, anche a livello locale, contro quello che sta accadendo. Definire apertamente come genocidio, apartheid e pulizia etnica ciò che avviene a Gaza è un atto di verità politica e morale, tanto più necessario se si considera che il governo centrale italiano continua a minimizzare la gravità della situazione parlando semplicemente di “guerra”, evitando al contempo di condannare apertamente le posizioni e le scelte del governo Netanyahu e, soprattutto, non intervenendo concretamente per evitare o bloccare l’invio di armi a Israele”.

“Segnale forte”

“Con questa iniziativa, già adottata da altri Comuni, vogliamo inviare un segnale forte non solo alla nostra comunità, ma anche al Governo guidato da Giorgia Meloni affinché assuma definitivamente nei confronti dell’operato di Netanyahu una concreta, netta e palese posizione di condanna. – Proseguono dal Collettivo 2030 –

Il silenzio e l’indifferenza non possono più essere tollerati. È tempo che ogni istituzione, anche a partire dai Comuni, faccia sentire la propria voce in difesa dei diritti umani, per la fine delle violenze e la definizione di soluzioni diplomatiche in grado di porre fine alle atrocità in atto”.

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