Ceccano – Inchiesta “The Good Lobby”: l’ex sindaco Caligiore patteggia a 3 anni, 5 mesi e 4 giorni

Da definire ancora come sarà scontata la pena. Accolte le richieste dell'avvocato D'Arpino. Le altre posizioni ancora da definire

Si chiude con il patteggiamento la posizione dell’ex sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore, nell’ambito dell’inchiesta della Procura europea sui presunti illeciti legati agli appalti pubblici e ai finanziamenti del Pnrr. Questa mattina il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Frosinone, Fiammetta Palmieri, ha accolto l’accordo raggiunto tra la Procura europea e la difesa dell’ex primo cittadino, assistito dall’avvocato Paolo D’Arpino, applicando una pena di 3 anni, 5 mesi e 4 giorni di reclusione.

L’accordo prevede inoltre il versamento di 100 mila euro a titolo di restituzione delle somme, oltre agli importi già oggetto di sequestro. È stato inoltre definito il risarcimento in favore del Comune di Ceccano, costituitosi parte civile, anche per le spese legali sostenute. Con la definizione della posizione penale di Caligiore non si esauriscono però gli effetti della vicenda giudiziaria. Restano infatti aperti gli eventuali procedimenti davanti alla Corte dei Conti per il presunto danno erariale e le possibili ulteriori azioni risarcitorie nelle sedi competenti.

Non è stata invece ancora definita la posizione di Stefano Anniballi. Per lui il patteggiamento, atteso oggi, non è stato ancora formalizzato perché sono in corso ulteriori approfondimenti sugli aspetti tecnici dell’accordo. Anche le altre richieste di patteggiamento avanzate dagli imputati restano ancora in fase di definizione.

“The Good Lobby”

L’inchiesta, coordinata dalla Procura europea e condotta dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e dalla Squadra Mobile di Frosinone, riguarda presunte irregolarità nella gestione di appalti, incarichi professionali e servizi finanziati anche con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza nel Comune di Ceccano.

Tra gli interventi finiti al centro delle indagini figurano quelli relativi al Castello dei Conti, alla scuola di Borgo Berardi, ai lavori nel centro storico, al centro minori Di Vittorio, ai progetti di rigenerazione urbana, agli incarichi professionali nel settore dei lavori pubblici e ai servizi destinati all’accoglienza dei richiedenti asilo.

L’inchiesta, che il 24 ottobre 2024 portò all’arresto dell’allora primo cittadino e di altri soggetti ritenuti parte del cosiddetto “sistema Ceccano”, ruota attorno a presunti episodi di corruzione legati all’assegnazione di appalti finanziati con fondi Pnrr e fondi europei. Le accuse, a vario titolo, sono associazione per delinquere, corruzione aggravata per l’affidamento di contratti pubblici, riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Secondo l’impianto accusatorio, sarebbe stato messo in piedi un meccanismo stabile finalizzato a orientare l’assegnazione di lavori e incarichi pubblici in cambio di denaro, attraverso un sistema di fatturazioni fittizie e movimentazioni finanziarie verso società ritenute di comodo, con successiva retrocessione delle somme in contanti.

Nel corso delle precedenti udienze numerosi imputati hanno scelto di definire la propria posizione attraverso il patteggiamento, mentre altri hanno optato per il rito abbreviato. Le restanti posizioni proseguiranno invece con il rito ordinario. L’inchiesta, ribattezzata “The Good Lobby”, resta uno dei procedimenti giudiziari più rilevanti degli ultimi anni per il territorio, sia per la portata delle contestazioni sia per le conseguenze che ha avuto sull’amministrazione comunale di Ceccano.

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