Ceccano – Mercato coperto e polemiche: “Una colata di cemento che sta per seppellire la città”

A schierarsi apertamente contro la decisione dell'amministrazione comunale Greenpeace, Arci, ItaliaNostra, Enpa e Wwf

Ceccano – La questione legata al mercato coperto scatena polemiche in città. A schierarsi apertamente contro la decisione dell’amministrazione comunale Greenpeace, Arci, ItaliaNostra, Enpa e Wwf che, in una nota stampa mettono nero su bianco tutte le loro perplessità: “Sollecitate dalle cittadine e dai cittadini di Ceccano, come associazioni Greenpeace, Arci, ItaliaNostra, Enpa, Wwf, non possiamo tacere davanti alle numerose inesattezze nelle dichiarazioni dell’amministrazione comunale di Ceccano del 4 maggio 2023 che sembrano sottendere una volontà di non chiarire la questione e confondere le idee ai ceccanesi. Prima di tutto, occorre dire che l’area in oggetto rispetto alle possibili edificazioni su verde pubblico a Ceccano è quella definita Via Falcone dal P.R.G. – erroneamente individuata nella nota dell’amministrazione”.

“Quindi, il numero del lotto indicato nella dichiarazione come proprietà privata a una semplice analisi dei documenti  – prot.22853 rif.prot.19894 e delibera di giunta n.88 – viene più volte indicato come lotto di proprietà comunale (e non privato come detto nel comunicato dell’amministrazione comunale). Inoltre, nei documenti sopracitati, si dice chiaramente ed evidenziandolo rispetto al resto da parte di chi ha redatto il testo, che l’oggetto in essere è “la realizzazione di un locale commerciale e deposito, e Mercato coperto con due piani interrati da destinare a parcheggio” contraddicendo esplicitamente le dichiarazioni dell’amministrazione in cui si nega il progetto di nuovo mercato, locali commerciali, parcheggi e nuovo cemento in un’area individuata come V.P. e in cui le volumetrie sono previste da piano regolatore solo per realizzare strutture pubbliche per il benessere della cittadinanza”. – Prosegue la nota.

“Le evidenti inesattezze, il tentativo di spostare l’attenzione su scelte da parte di amministrazioni di venticinque anni fa che leggendo i documenti risultano essere state fatte solo per la difesa del bene comune, unite a un’evidente distorsione della legge regionale in materia di rigenerazione urbana, appaiono come un chiaro tentativo di giustificare la nuova colata di cemento che sta per seppellire il comune di Ceccano; perciò sosterremo tutte le iniziative che verranno prese in contrasto a tale atto (a partire dalla petizione popolare iniziata pochi giorni fa) e vogliamo lanciare una proposta”.

La proposta

“In difesa del bene comune, per l’ambiente,  confidando che non sia un mero tentativo di possibile speculazione edilizia in un’area di verde pubblico lasciata dall’amministrazione in evidente stato di abbandono, proponiamo la nascita di un comitato in difesa della bellezza a Ceccano che sia promosso da una figura competente e senza incarichi istituzionali, come quella del Dott. Filippo Cannizzo – filosofo pluripremiato e direttore scientifico dei seminari della Regione Lazio che hanno ispirato la legge regionale in materia, oltre che primo firmatario della legge sulla bellezza in Italia, autore di pubblicazioni molto note in merito, coordinatore ResiliArt di Unesco in Italia, studioso della realtà del Comune di Ceccano da diversi lustri – a cui chiediamo di unire le cittadine e i cittadini insieme al mondo dell’associazionismo e a quello sociale, politico, civico della città fabraterna in questa lotta.

Come Greenpeace, Arci, ItaliaNostra, Enpa, Wwf, ci impegneremo affinché venga ritirata la delibera di Giunta n. 88/2023, in pubblicazione dal 13/04/2023, con cui l’amministrazione comunale di Ceccano ha deciso l’approvazione di una perimetrazione e costituzione di sub comparti con riferimento al Piano Particolareggiato Verde Pubblico di Via Falcone, considerando di interesse pubblico la proposta di completamento avanzata dal privato a mezzo richiesta di parere preventivo”.

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